Un’ambulanza ed un’auto

Un’ambulanza ed un’auto della polizia sono ferme a portiere spalancate di fronte al cancello d’ingresso del condominio di via Milano numero 37. I lampeggianti accesi delle due vetture colorano la via e gli edifici ora di blu, ora di giallo e di rosso, poi è la volta del verde o del viola, con un ritmo irregolare a seconda delle combinazioni ed è così che le macchine sembrano conversare: “siamo arrivati prima noi” dice l’auto della polizia, “ma solo perché eravate più vicini”, replica l’ambulanza che continua “hanno chiamato prima la nostra centrale. siamo stati noi ad avvisarvi, altrimenti col cavolo che eravate qui prima…” “quando ci siamo noi della polizia, abbiamo comunque la precedenza”, insiste l’auto della volante parcheggiata di traverso come a dimostrare la brusca frenata ad un soffio dal cancello. “questo è un crimine, non un malore” sostiene ancora l’auto della polizia con la sua sola presenza. “non significa nulla. la salute prima di tutto. infatti io sono pronta a ripartire, tu devi fare manovra”, ribatte l’ambulanza dritta in mezzo alla strada, tuttora a motore acceso.
Folco sta osservando la scena come al solito dalla finestra del soggiorno. È lui che si immagina il dialogo e nel frattempo si pone altre semplici questioni: a chi è toccato stasera?, sarà Luca o Marco? (sembra dare per scontato che si tratti di uno dei due), chiunque sia, ne uscirà vivo?, e l’altro ne uscirà a piede libero? e se così non fosse, il povero padre, con un figlio morto e uno dentro, riuscirebbe a sopravvivere al dolore?
Per il momento comunque non si è visto ancora nessuno scendere dal condominio e la via è deserta, non un passante, non un’auto. Molte finestre sono illuminate e si vedono altri condòmini che osservano la scena da dietro le tende, per non farsi scorgere e fare la figura dei curiosi.
Arriva finalmente una ragazza che evidentemente abita anche lei nel condominio numero 37, la quale è palesemente incerta se entrare, col rischio di intralciare i soccorsi sulle scale, o restare fuori, col timore di passarci la notte e con la certezza di apparire invadente agli occhi di tutti i vicini. Dopo un po’ oltrepassa il cancello ed accenna un’occhiata attraverso la porta a vetri, poi la apre e controlla fino dove possibile la tromba delle scale, alla fine si decide ad affrontare i gradini di corsa, nella speranza di riuscire ad arrivare alla porta prima che i soccorritori occupino le scale con la barella e l’infermo.
I minuti continuano a passare senza che nulla accada. Poi arriva un’altra volante della polizia. Nessuno comunque sembra voler scendere dall’appartamento per soddisfare la curiosità degli spettatori che, uno alla volta, cominciano a spazientirsi e ad allontanarsi dalle finestre.
Anche Folco torna a sedersi al tavolo, prende in mano il block notes e rilegge quello che stava scrivendo. La sua attività di poeta, nelle ultime settimane, si è effettivamente intensificata e, alla semplice rendicontazione delle parole pronunciate durante la giornata, si è andata via via sostituendo una vera e propria officina di sostantivi per lo più assonanti, scelti forse fra quelli che Folco avrebbe voluto esprimere.

Sconti soldi saldi soliti santi soliti saluti
sesso sesto senso salto sarto sciolto nel sale
mare more morte merda mirto monte-martello
chiodo cubo chilo cibo culo colorante blu
beta biella ombrella palombella rossa

Questo stava scrivendo prima di essere interrotto dal suono delle sirene, ma adesso quel ritmo non gli sembra più adatto o, semplicemente, non gli riesce più. Il riferimento ai colori gli sembra quasi una premonizione che avrebbe preferito non avere e ormai il tema non può che essere quello che ha visto e che si immagina sia successo. Con una punta di speranza nel finale.

Cure sputi stelle
Cuore pori pelle
Cento fiori celle
Cimitero stalle.


Pene figa
Padre fuga
Palle fuoco.


Pasta folla
Pane (fatto) fetta
Pace fatta. (festa)

Folco rilegge ancora una volta quello che ha scritto, poi si alza soddisfatto: non sarà un sonetto shakespeariano, che Folco d’altronde non ha mai letto, ma è sempre meglio dei suoi primi tentativi.
Fuori l’ambulanza è sparita, ma le auto della polizia sono aumentate. Il bilancio resta perciò invariato. Alla finestra di fronte, Elisabetta lo saluta e lui ricambia, come accade ormai ogni sera dalla volta in cui lei si è spogliata per lui. Un giorno forse troverà il coraggio e la inviterà a prendere un caffè. Non potendo comunque parlarle, adesso potrebbe almeno darle da leggere le sue poesie.

Foresta resta festa resa rès fés
Spasso sesso osses ione e noi ossa PS
Mondo sordo mordo mento sardo tordo
(soldo tarlo) (saldo tardo)
Fede Forex fare festa frati froci fatti fessi
Maicol morto dorme molto male.

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