Nel suo ufficio in stile antico

Nel suo ufficio in stile antico, il sindaco non sa che pesci pigliare. Alla scuola elementare Calini il 98% dei bambini extracomunitari sono stati vaccinati, resta fuori solo una piccola minoranza, cinque o sei casi in tutto, ma i genitori italiani si comportano come se tutti gli immigrati avessero evitato la profilassi. Non soltanto le mamme e i papà, a dir la verità, anche il direttore dell’istituto, la maggior parte dei professori, persino il corpo non docente.
Non manca giorno che il sindaco non riceva una decine di telefonate inerenti il problema, spesso si radunano cortei sotto le sue finestre, con striscioni del tipo -Vaccinati o Commissariati- oppure all’entrata della scuola qualcuno cerca con i metodi più svariati di impedire l’accesso ai bambini stranieri ed agli adulti che li accompagnano. Si è sfiorata la rissa più di una volta, poi tutto si è risolto per il meglio. Per adesso.
Seduto alla sua scrivania di mogano finemente intarsiato, il sindaco si porta una mano al viso e si gratta la pelle sotto la barba. Trova qualcosa, un brufolo, un escrescenza di cui non si era mai accorto, e comincia a toccarlo con un unghia, dapprima con cautela, poi con decisione, con insistenza, ma il qualcosa non gli dà alcuna risposta. Da quasi un’ora sta scrivendo una lettera aperta al Giornale di Brescia, in cui vorrebbe spiegare la situazione e le sue ragioni, ma non ha le idee chiare, non trova gli argomenti e nemmeno le parole adatte. Ogni volta che rilegge quello che ha scritto, gli sembra sempre più evidente che il suo tono oscilla paurosamente tra l’auto incensazione tipica della destra ed il rassegnato fatalismo della sinistra.
Standard & Partners, la società di comunicazione alla quale si è a suo tempo appoggiato per la campagna elettorale, gli ha proposto un paio di strategie, un paio di soluzioni, ma inizialmente gli sono sembrate più slogan pubblicitari che chiarimenti politici. Adesso però l’ipotesi di acquistare una pagina e far fare tutto a loro gli sembra la più adatta, la più efficace.
Perciò, alla fine, il sindaco si decide a sentire Botticini, il suo key account in Standard & Partners. Sarebbe più facile incontrarsi di persona, faccia a faccia, ma chiamarlo è l’unico modo per evitare che passi tutto il tempo al telefono con altri. Infatti i primi tre tentativi suona occupato.
“Botticini? Buongiorno! La disturbo?”
“Signor Sindaco, buongiorno! Ma ci mancherebbe! Mi dica…”
“Chiamo per quella campagna sulla vaccinazione degli extracomunitari…”
“Ha deciso di seguire i nostri consigli?! Niente più lettera aperta?! Ha fatto bene…”
“Io non sono del tutto convinto…”, lo interrompe il sindaco, giusto per prendere tempo, per non dare nulla per scontato.
“Tenga conto: se compra una pagina e pubblica la sua lettera le costa uguale, poi però nessuno la legge. Se vuole risparmiare finisce nella rubrica Lettere al Direttore, insieme alle polemiche sui grillini ed ai condòmini che litigano… non è il suo livello! Che campagna ha scelto? Mi faccia indovinare: BAMBINI ALLA VACCINARA!”
“No… un po’ troppo forte…”, dice il sindaco, già pentito di quella chiamata.
“Peccato! Era la nostra preferita. Il copy andava matto per quel claim. Sarà per un’altra volta… Non mi dica che ha scelto quella con la siringa enorme… LI ABBIAMO VACCINATI TUTTI…”
“No, troppo diretta anche quella. Ho scelto la prima, la più semplice…”
“LATTE VACCINO! Me lo aspettavo! Avrei scelto anch’io quella. Simpatica e diretta allo stesso tempo…”
“Me la descrive ancora… vorrei essere sicuro…”
“Tre bambini, di tre etnie diverse, diciamo un cinese, un arabo e un italiano, dai sette ai dieci anni, travestiti da mucche, tutti col sorriso. Head con un font rassicurante: Abbiamo vaccinato i vostri bambini e sotto una body copy adeguata che spiega i risultati della campagna di profilassi.
“Mi sembra ok… Che dice?”
“Perfetta. E comunque gli art erano già stati briffati in tal senso, direi che tardo pomeriggio o domani mattina le forwardo la prima draft.”
“Bene… Speriamo che serva a qualcosa…”
“Vedrà che funzionerà alla grande. Potrebbe essere persino uno spunto per la prossima campagna elettorale: il sindaco vaccinatore… se fossi in lei ci penserei!”
“Grazie, Botticini, ci penserò. Aspetto che mi mandi la bozza, poi sarà il caso di incontrarsi. Ci pensa lei a prenotare le pagine sui giornali?”
“Certo! Ne parlo col suo ufficio stampa. Allora siamo intesi… domani pomeriggio avrà tutto sulla sua scrivania… Però, a pensarci bene, NON MANDIAMO TUTTO IN VACCA era più dirompente! Peccato sindaco che abbia scartato quell’idea…”, chiude così Botticini la telefonata, lasciando al sindaco un certo amaro in bocca.
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