È la poesia appesa

Portati qualcosa da pensare, se dovrai rimanere di fronte ad una porta, accanto ad un letto.

Prendi su qualcosa da ricordare, perché la solitudine non prenda il sopravvento, perché passi il tempo.

Riempi le tasche di argomenti per conversare, chi dorme si potrebbe risvegliare.

 È la poesia appesa alla parete in un angolo della stanza di Maicol. La signora Pedrabissi se n’è accorta solo dopo alcuni giorni di visite. L’ha letta e l’ha trovata molto appropriata. Scritta da qualcuno nella sua stessa situazione… leggi tutto

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Rincasato la sera

Rincasato la sera dopo il lavoro, Folco, il magazziniere della Forex, di solito si cucina una cena da due soldi, poi spesso si siede davanti alla finestra e comincia a scrivere. Non quello che non è riuscito a dire durante la giornata, perché Folco è muto dalla nascita, non i pensieri che il mutismo congenito gli impedisce ogni giorno di esprimere. Viceversa. Folco riporta orgoglioso proprio quelle parole che con estremo sforzo è riuscito a soffiare attraverso le labbra. I “grazie”, i “ciao”, i “caffè”, i “domani”, i “mi piace” che in un’occasione o nell’altra ha rivolto a qualcuno dei suoi colleghi: alla Carla, a Sergio sempre indaffarato, persino ad Alcide che gli fa sempre il verso e gli dice che lui è il più furbo di tutti… leggi tutto