Cochi – Chennai, 01.01.2015 – 20.01.2015

monaco che dormeNon è stata una vacanza, è stato un viaggio. Senza una meta vera e propria, piuttosto con un percorso ed una serie di tappe e l’intenzione di immergerci più possibile nelle usanze e nella cultura del popolo indiano. Mezzi pubblici, camere affittate in case private e bagni di folla alla ricerca di un India più autentica di quella dei resort e dei centri Ayurvedici. Questo ha voluto dire cercare di comprendere la loro logica e soprattutto accettare di aver sempre bisogno dell’aiuto degli sconosciuti visto che il sistema non prevede mai spiegazioni, schemi, orari, cartine. In Kerala è stato più semplice: molti parlano inglese, forse in virtù delle tante scuole cattoliche. In Tamil Nadu abbiamo incontrato maggiori difficoltà, ma in ogni caso siamo arrivati ovunque volessimo arrivare. Continua a leggere

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Kiss Of Love – La redazione del giornale

“Ma questa che cos’è?”, chiede Gio, disorientato.
“Non so se è una redazione di un quotidiano, una fotocopisteria o lo scantinato di un collezionista di vecchie riviste”, risponde Franci, entusiasta del posto, del suo odore di stampe. “Ci sono giornali ovunque… Kabeer, where are we?”
“È la redazione della sezione locale del Times of India!”
“E cosa ci facciamo qui?”
“Siete qui per l’intervista!”
“L’intervista? Che intervista?”, si inserisce nel dialogo Gio, spaventato.
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Thanjavur, 15.01.2015 – Festa del Pongal

pongal caneFranci si sveglia alle 5.40 del mattino spontaneamente, senza dover essere chiamata dieci volte come al solito, pur di vedere i festeggiamenti del Pongal prima di ripartire per Chidambaran. Che scandalo! Glielo rinfaccerò la prossima volta che vorrà la colazione pronta prima di alzarsi dal letto alla 9 e mezza suonate di una domenica di fine ottobre.
Nel tempio, che raggiungiamo in pochi minuti, a differenza delle nostre aspettative, non c’è nulla, a parte alcuni fedeli che si avvicendano ai vari altari per le solite benedizioni di rito. Continua a leggere

Thiruvananthapuram – Tiruchirapalli 11.1.2015

alba trenoOre 2.30. Suona la sveglia. Mi sciacquo la bocca e prendo il telefono per chiamare Morgen. Tre squilli, quattro. Risponde “Ai”. Gli chiedo se ha capito nel frattempo dove abitiamo. “Ai ai”, risponde solo. Gli credo, dico ok e metto giù. Quando mezz’ora dopo scendiamo con gli zaini in spalla, sentiamo un auto frenare: è il nostro taxi. Continua a leggere

Kiss Of Love – Kabeer

Kabeer di là del passaggio a livello si accorge che qualcosa sta succedendo sulla spiaggia, ma non ha modo di verificare finché finalmente non si sollevano le sbarre. Quando arriva sul lungo mare è tutto finito: dei manifestanti, delle camionette della polizia e soprattutto dei suoi due turisti occidentali non c’è più traccia. Continua a leggere

Kochi – Kottayam, 4.1.2015

Viaggio incredibile. Mix di folklore, ospitalità dei paesi poveri, coincidenze fra arrivi e partenze da sistema ferroviario giapponese e paesaggio da libro della giungla. Il primo tratto fra Fort Cochin ed Ernaculum lo facciamo su uno di quei bus affollati senza finestrini che si vedono nelle foto, con tutti che ci chiedono dove vogliamo andare e danno suggerimenti dove effettuare i cambi. Continua a leggere

Fort Cochin, 3.1.2015 – sera

In questi giorni una barca pakistana carica di esplosivo ha preso fuoco o è stata fatta saltare in aria nel mare arabico, al largo delle coste del Kerala. Mare travagliato, a quanto pare. Mi ha fatto pensare ai due marò arrestati per aver ucciso due pescatori sempre in questo tratto di mare. La questione in Italia è molto sentita e tutti quelli a cui ho detto che sarei andato in Kerala me li hanno nominati. Qui fino ad ora nessuno ha accennato alla cosa. Eppure tutti ci chiedono da dove veniamo. Molti invece fanno riferimento a Sonia Gandhi, italiana di origine, leader di uno dei principali partiti indiani. La maggior parte comunque non fa riferimento a nulla e ci saluta per pura ospitalità, per la curiosità di scambiare due chiacchiere con gente venuta da così lontano.

New Delhi, 01.01.2015

Gli aeroporti internazionali sono tutti uguali. Delhi non si distingue da Malpensa o da Francoforte. Stessi negozi, stessi prodotti, stesse poltrone. Solo che qui non ci sono gli annunci, perché questo è un aeroporto silenzioso. Lo sbandierano con orgoglio alcuni cartelli appesi alle pareti. Così però è il personale ai gate che deve chiedere a tutti quelli che passano se è loro intenzione volare su Calcutta o su Mumbai. Franci è ancora intontita dalle pastiglie prese per volare, di sicuro non se n’è accorta, glielo racconterò domani. Abbiamo un paio d’ore prima del volo per Kochi. Passerà il tempo dormendo su quella poltrona scomodissima. Facessi io una cosa simile, mi sveglierei con tutti i tendini accavallati. Lei se la caverà con un leggero mal di schiena. Continua a leggere