Il comitato Vittime del Termaflon

Il comitato Vittime del Termaflon è ben al corrente della visita alla Forex da parte del politico locale, benché essa non sia stata minimamente pubblicizzata sulla stampa. Lo sanno perché, cercando di ottenere un incontro con l’assessore all’Ambiente, hanno scoperto che questo, non solo non sembra preoccupato per gli effetti nocivi sulla salute del termaflon, ma anzi si è fortemente raccomandato col collega in carica al Lavoro ed allo Sviluppo Industriale perché portasse ai dipendenti della Forex un messaggio di solidarietà anche da parte sua… leggi tutto

Con l’inizio di luglio

Con l’inizio di luglio l’aria nel gazebo si è fatta irrespirabile. Sotto le lamiere nessuno riesce a resistere già a partire dalle undici del mattino e quando arrivano le quattro del pomeriggio ed il termometro segna i cinquanta gradi, la gente è spossata come se avesse lavorato tutto il giorno. I turni poi si sono fatti più lunghi perché, dopo un momento di massima affluenza, coinciso più o meno con l’arresto di Alcide, adesso, probabilmente anche in seguito all’attentato, pochissimi si fanno vedere, solo i più convinti, solo il gruppetto iniziale… leggi tutto

Il magazzino alle loro spalle

Il magazzino alle loro spalle sta ancora fumando, la puzza di materiale sintetico strinato si attacca alla gola dopo un minuto e dopo cinque comincia a dare fastidio. I vigili del fuoco hanno finito da un pezzo, eppure c’è ancora un gran via vai di gente in divisa, per gli accertamenti, per le pratiche, per la denuncia, per le perizie, per tutto. Nonostante sia sabato mattina, tutti i dipendenti della Forex stanno dando una mano, anche la Giusi e Lazzari e tutti quelli che solo tre giorni prima avevano allestito il gazebo per protestare contro una eventuale chiusura. Chi raduna in un angolo il materiale carbonizzato, chi fa l’inventario di quello che si è salvato, chi semplicemente è fermo a guardare, a disposizione nell’eventualità… leggi tutto

Nel bar c’è soltanto il proprietario

Nel bar c’è soltanto il proprietario di nome Gerry ed un signore cinquantenne abbronzato e di bell’aspetto. Scarpe a punta, orologio d’oro, camicia sbottonata, catenina, tutto dell’uomo dichiara il suo essere un industrialotto della bassa bresciana. Sta bevendo un Franciacorta millesimato da 7 euro quando entra un giovane piuttosto alto con ancora il casco in testa. Il giovane indossa jeans e giubbotto di pelle.
“Possiamo fare due chiacchiere in privato?”, dice il giovane togliendosi il casco all’industrialotto cinquantenne. Sembrava sapere che l’avrebbe trovato lì e gli ha rivolto la parola con un accento forzatamente calabrese, come di chi ha iniziato a parlare quella lingua in età già adulta e certi suoni, certe vocali aspirate non gli riescono ancora naturali… leggi tutto