L’intestino è un secondo cervello

CopertinaIllustrati
Pubblicato sulla rivista Illustrati, Logos Edizioni di gennaio 2014

Il capobranco ha perso il controllo, la sua femmina è scappata, il corpo e la mente, rispettivamente. Ogni membro del branco è libero di scegliere, ha trovato la sua indipendenza, finalmente.
Il cuore ha deciso d’istinto e pompa così forte da far gonfiare i muscoli e tendere i tessuti, mentre il sangue sprizza fuori dai pori schiumando, come le onde in tempesta contro gli scogli. Vuole, il cuore, bruciare tutta l’energia in un sol battito.
Gli altri organi si separano gli uni dagli altri, facilmente, schizzando via con ordine, ad uno ad uno, dal più esterno al più interno, aiutati dalla forza centrifuga dovuta alla rotazione del corpo.
Le braccia da un lato, le gambe dall’altro, ogni dito per conto suo, vertebre e costole in ordine sparso, la lingua lontana dal palato, la bile dal fegato.
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Solo quando si è in un ospedale

Solo quando si è in un ospedale ci si rende conto di quante cose si possono rompere in un corpo umano. Quanti guasti, malfunzionamenti, anomalie. È incredibile anzi che tutto funzioni. Che il cuore pompi, che i polmoni respirino, che le ossa non si spacchino sotto il peso del busto, che i fasci di muscoli restino attaccati alle ossa. Ma non c’è solo la meccanica, c’è anche la chimica. Perché tutto fili liscio, le cellule devono riprodursi senza esagerare, le ghiandole devono secernere succhi e ormoni solo quando serve ed il cervello deve generare gli impulsi elettrici necessari. Scariche di elettroni da un ganglio all’altro che comandano il corpo e danno forma ai pensieri. I pensieri di Maicol, per esempio, si sono fatti da un po’ di tempo discontinui.
[Tosaerba. Spingo il tosaerba. Lo sguardo di mio padre. Attento!] [Io sto sotto lo sguardo attento spingendo. Al sole. Anni fa non lo sopportavo. Il sole. Lo sguardo. I consigli. I litigi. Ci mandavamo affanculo dopo pochi minuti.] leggi tutto