La prima riunione

La prima riunione, quella delle 13 e 30, è andata deserta, naturalmente. Non c’è più nemmeno bisogno di metterla alle 5 del mattino, tanto tutti hanno capito che è solo un pro forma e che ci si presenta direttamente alla seconda, organizzata alle 18.00 senza scontentare nessuno. Però così, essendo già il secondo appello, non c’è bisogno del quorum ed i presenti decideranno a maggioranza, sulla base dei millesimi, per tutti.
Il condominio al numero 37 di via Milano ha sei appartamenti trilocali di 80 metri quadri, uno identico all’altro, sia l’appartamento che il metro, ed altrettanti bilocali di 65 metri quadrati dotati in compenso di box per l’auto di 15 metri quadri l’uno. I millesimi sarebbero presto calcolati, quindi, 83,33 a testa, eppure ogni volta c’è da discutere perché qualcuno sostiene che il tetto lo paga solo chi ci sta sotto, che le scale le pulisce solo chi ci sta sopra, che i millesimi dei box valgono meno di quelli degli appartamenti, che quelli del giardino andrebbero dati a chi tosa effettivamente il prato.
Gaia alle volte si domanda se la sua laurea in sociologia non sia sprecata visto che lei si ostina a praticare l’amministrazione di condomini come professione, poi si ricorda di quanto ha dovuto studiare all’inizio per conoscere tutta la normativa e rivede le sue posizioni. Comunque è un lavoro che paga bene.
“Questo insomma è il riassunto di quello che mi ha spiegato l’avvocato stamattina”, finisce un po’ rassegnata il lungo preambolo Gaia Duso, poi si guarda intorno nella speranza che ci siano delle domande.
“Ma da dove viene questo inquinamento? E perché solo qui?”, prende la parola qualcuno in fondo alla sala.
“Dal distributore di benzina che c’era vent’anni fa al posto del vostro condominio…”, ripete per la duecentesima volta Gaia. Di nuovo una pausa, ma stavolta nessuno riempie il vuoto, quindi, un po’ sconsolata, Gaia Duso riprende il discorso che si è preparata dopo l’incontro con l’avvocato.
“Adesso abbiamo secondo me un paio di alternative: insistere con De Regibus, affinché torni sull’argomento, magari con un po’ più di convinzione e chieda la bonifica o almeno una fideiussione o come minimo nuove analisi…”
La riunione si svolge nell’auditorium dell’oratorio del Sacro Cuore, proprio di fianco al 37 di via Milano. Il parroco concede lo spazio gratuitamente, ma in cambio non vuol sentire lamentele da parte dell’amministratrice per il volume delle campane troppo alto.
“Altrimenti, in alternativa, possiamo saldare la pratica con De Regibus e trovarci un altro avvocato con un po’ più di sensibilità riguardo ai problemi ambientali ed un po’ meno soggezione nei confronti del sindaco e della giunta…”, prosegue Gaia come se non fosse stata proprio lei a suggerire De Regibus come persona adattissima in questo genere di controversie. Eppure nessuno in sala la contraddice, nessuno interviene o la interrompe.
“Me ‘i avucaat, i masaressi töti”, dice il vecchio Paloschi al suo vicino di sedia, il signor Ferrari, con il suo forte accento della bassa, nonostante siano vent’anni che abita in città.
Anche Ferrari non è più un giovinetto e così quasi tutti gli altri presenti alla riunione. Un condominio piuttosto vecchio, almeno per quel che riguarda i proprietari: quanto a chi ci vive effettivamente, è tutta un’altra cosa. Nell’appartamento dei due Ferrari ci sta una coppia sposata da poco, tutti e due molto giovani, molto inesperti, molto disordinati, molto rumorosi, a quel che dice la signora Ferrari. In quello dei coniugi Molo, due sessantenni devoti al punto da aver chiesto alla giovane inquilina di non far entrare uomini nell’appartamento, dopo una certa ora, vive una artista visiva e visionaria, una ragazza, appunto, che ha potuto serenamente accettare quella pretesa, senza dover in alcun modo mentire, essendo assolutamente disinibita, ma contemporaneamente completamente lesbica.
Dei presenti, gli unici che vivono davvero nello stabile sono il vecchio Paloschi, da solo, ed il signor Tomasoni, con i due figli, Luca e Marco, che naturalmente nemmeno stavolta si sono presentati, ma hanno mandato il padre, nonostante faccia persino fatica a seguire il discorso, figuriamoci a votare.
“Paloschi, a proposito, don Cesare mi ha detto di chiederle di togliere lo striscione dal balcone. Cortesemente, può levarlo? È piuttosto imbarazzante chiedere questo spazio gratuitamente mentre è in atto da parte sua una protesta tanto volgare…”
“Ghè pensi gnaa”, taglia corto Paloschi, come sempre in dialetto. Al balcone di casa da quasi un mese ha appeso un lenzuolo con una scritta nera enorme, fatta con il lucido delle scarpe, che recita più o meno:
“Te eh, fra martino, sbassa el vulöm!”
“Va beh, faccia lei…” conclude la riunione Gaia, rassegnata a non trovare mai una conclusione alle questioni. Avrebbe tanto voluto uscire da quella riunione con la costituzione di un comitato di quartiere, qualcosa con la forza e la legittimazione per esercitare la giusta pressione sulla giunta comunale. Gaia sognava qualcosa come il movimento No Tav in Val di Susa, invece adesso si deve rassegnare all’ennesimo nulla di fatto. D’altronde, con questo genere di condòmini, cosa poteva aspettarsi di più e di meglio?
scarica il pdf

Annunci

2 thoughts on “La prima riunione

  1. Ciao,
    il calcolo dei millesimi, non si ottiene da una semplice divisione matematica ma, effetivamente, dipende dal piano e da altri parametri…il pezzo è molto divertente!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...