La Signora Pedrabissi 2

La Signora Pedrabissi si rende conto di non conoscere suo figlio. Non sa nulla di lui, nemmeno fosse un estraneo. Peggio, tutto quello che sa è falso. Alla luce di ciò che ha scoperto in questi ultimi giorni, adesso la signora Pedrabissi ritiene che qualsiasi cosa le raccontasse Maicol aveva tutt’altro senso al punto che quando diceva “esco con gli amici” intendeva probabilmente “vado a spacciare droga” e quando tornava a casa annunciando “ho passato un esame” voleva in realtà dire “ho stuprato una ragazza”.
Per la prima volta dal giorno dell’incidente, oggi la signora Pedrabissi è rimasta a casa, non è andata a trovare il figlio in ospedale. La sua rabbia è tale che teme potrebbe davvero fargli del male.
Nella notte, forse a causa delle pastiglie prese per poter dormire, ha meditato prima il suicidio e poi di staccare i tubi al figlio, per punirlo della sua cattiveria, ma anche per non lasciarlo solo dopo essersi tolta la vita. Poi al risveglio ha ritrovato un po’ di calma, ma non ha trovato il perdono per il suo ragazzo.
Adesso è in cucina, seduta al tavolo, suo marito di fianco a lei, sulla poltrona, non del tutto presente.
Almeno ci fosse Giuseppe ancora lucido, potrebbe sfogarsi, potrebbe confessarsi, potrebbe chiedere consiglio. Così invece è del tutto sola.
E ancora stenta a credere che il suo Maicol si sia macchiato di tutte quelle nefandezze e poi dubita che sia davvero suo figlio: magari si tratta di uno scambio di persona, in fondo potrebbe essere solo una notevole, sfortunata somiglianza, lei non ha mai controllato i documenti del ricoverato… poi trova tutto il ragionamento un’assurdità, ma le resta il sospetto che quello non sia veramente sangue del suo sangue: magari uno scambio nella culla le ha fatto allevare il figlio di un’altra, e questo vorrebbe dire che un’altra madre, in questo momento, si sta godendo senza alcun merito un figlio modello…
“Cazzate!”, si ritrova ad esclamare e quella parola, nella sua bocca, risuona enorme e spietata.
“Patate?”, ripete perplesso suo marito. “Fervono patate…?”, chiede storpiando le parole l’uomo, che dopo l’ictus non ha più recuperato né la lucidità, né gran parte dei movimenti, tra cui quelli della bocca.
“No, no, Giuseppe, non preoccuparti… ci penso io…”, e così, per accontentare il marito, per crearsi l’alibi di aver detto davvero patate e non cazzate, la Signora Pedrabissi si alza e mette dell’acqua sul fuoco. Apre il frigo e prende i due tuberi più grandi che trova e li immerge nell’acqua ancora fredda. Ci impiegheranno un ora a cuocere, poi finalmente sarà il momento di preparare il pranzo.
No, non riesce a capire come sia potuto succedere, come e quando suo figlio Dottor Jekyll, o per meglio dire Student Jekyll, si sia trasformato definitivamente in Mr. Hide, senza possibilità di ritorno e senza bisogno di pozione magica.
È questo che intendeva Maicol quando le sussurrava sul letto d’ospedale del patto col diavolo? Ma cosa l’ha spinto a stipulare quel patto? Che bisogno c’era? Cosa gli mancava?
“Dove ho sbagliato?”, si domanda ad alta voce la Signora Pedrabissi, condannata a parlare sempre da sola.
Fiamo in cucina, forfe hai fbagliato in bagno…”, risponde Giuseppe serissimo, senza alcuna traccia di ironia, tenacemente intenzionato a rendere tutto persino più difficile.
“Hai ragione, vado a vedere di là…”, lo accontenta ancora lei. Sarebbe inutile correggerlo o contraddirlo.
In bagno la Signora Pedrabissi controlla che gli asciugamani siano puliti, che ci sia il sapone nella doccia e vicino al bidè, che suo marito abbia tirato l’acqua l’ultima volta che ha usato il water. Tutto è a posto, in ordine. Dove ha sbagliato, quindi, non si sa, né come moglie né come madre. [Non c’è risposta ad una domanda così] si dice lei stessa [i figli non sempre ascoltano gli insegnamenti dei genitori, spesso anzi fanno l’esatto contrario, per ripicca. E ad ascoltare la gente, i genitori non possono neppure vendicarsi, dovrebbero sempre perdonare tutto, pazientemente]
Ma lei non ha intenzione di accettare questa cosa, non ha intenzione di fare finta di niente. Soprattutto non ha intenzione di continuare ad andare in ospedale. E poi chissà cosa pensa davvero Maicol della sua costante presenza di fianco al suo letto. Probabilmente gli dà addirittura fastidio. Dovesse chiederglielo, persino in coma, lui mentirebbe ancora, mentirebbe sempre, direbbe il contrario di quello che sente. E quindi la Signora Pedrabissi ha deciso che non andrà più a trovare Maicol, quel gesto non ha alcun senso, sarebbe come ostinarsi a fare visita ad uno sconosciuto, ad un malato scelto a caso fra i vari reparti, un malato di cui lei non sa niente e che non ha la possibilità di replicare o di ribellarsi alle sue visite.
Tanto poi, se anche lui dovesse ritornare a casa, guarito, un giorno, di sicuro le racconterebbe di essere stato tutto il tempo in vacanza ai Caraibi, o qualcosa del genere.
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