Nei suoi discorsi

Nei suoi discorsi al Centro Culturale, due sono diventati i pilastri della sua strategia per la difesa dei loro figli: tutti a scuola la mattina e tutti al Centro Culturale il pomeriggio.
“La mafia non avrà la possibilità di attaccare i nostri bambini a scuola, perché lì vanno anche i loro figli. Ma non avrà nemmeno il coraggio di farlo nel Centro Culturale Islamico, perché questo è il posto in cui noi siamo più uniti, siamo più forti. Qui nessuno entra senza il nostro permesso e qui i nostri figli sono al sicuro.”
“Come fai ad esserne così sicuro, Massoud? Solo Allah può essere certo delle cose di questo mondo e dell’altro…”, lo interrompe Tarek, uno dei frequentatori più assidui e più seri del Centro e per questo uno degli amici più intimi di Massoud.
“Non posso essere certo di quello che dico, ma ci ho pensato molto e ritengo che sia la cosa migliore…”
“Perché allora non li ritiriamo da scuola e non li portiamo qui a studiare, anche al mattino?”
“Se oggi li teniamo a casa da scuola, domani ci minacceranno per toglierli dal Centro, poi dovremo chiudere i negozi, dovremo sparire dalle strade e poi persino in casa non potremo più rimanere e saremo tutti costretti a lasciare la città.”
“Qui imparerebbero di più il Corano e meno il Vangelo…”, insiste Tarek, evitando di rispondere direttamente alla replica di Massoud.
“Ma anche meno l’italiano, che per i nostri figli è indispensabile… Studiare soltanto nel Centro vorrebbe dire ghettizzarli. Questa è una cosa che dovete spiegare anche a casa, alle vostre donne…”
I frequentatori del centro ascoltano Massoud e lo ritengono una persona saggia, ma lui deve comunque imprimere una doppia forza nelle sue parole perché quegli stessi ascoltatori, una volta in famiglia, dovranno essere in grado di convincere le loro mogli e i loro figli.
“E cosa ne pensa l’imam?”, chiede Tarek, sicuro dell’ostilità del capo spirituale a questa proposta.
Giorni prima infatti c’era stata una discussione fra Massoud e l’imam e le voci erano circolate subito nel centro. L’imam si era detto fortemente contrario all’utilizzo dello spazio da parte dei bambini.
“Non si è mai fatto!”, era stato l’unico commento da parte del vecchio, che poi aveva allargato un braccio a mostrare l’attività delle persone al suo interno, il silenzio, la concentrazione, la preghiera.
“Bambini e bambine…”, aveva specificato Massoud, sapendo di peggiorare la situazione, ma non volendo essere frainteso. Era inutile trovare un accordo sulla base di un malinteso per poi dover ricominciare tutto da capo.
“Non se ne parla nemmeno!”
“Ne va della nostra sicurezza…
“La nostra sicurezza dipende da Allah.”
“Certo. Ma noi siamo sotto la minaccia degli uomini…”
“Sono al corrente delle minacce e voglio dare una mano. Ma non qui…”
“Soltanto uno spazio, non è necessario tutto il centro…”, aveva insistito Massoud.
“Adulti e bambini verrebbero comunque in contatto… non è bene. Non qui dentro.”
“Verrebbero anche i genitori dei bambini. Sarebbe l’occasione per far conoscere il centro.”
“Tutti sanno dell’esistenza del centro islamico. Chi non viene lo fa per disinteresse.”
L’imam era rimasto un momento fermo a pensare, colto da un dubbio spaventoso.
“Verrebbero anche le mamme?”
“Non posso escluderlo. Se i mariti sono impegnati… molti lavorano…”
“Le mamme devono restare fuori. Su questo non transigo.”
Questa frase aveva aperto un varco alla speranza nell’animo di Massoud. Se non erano ammesse deroghe sulla presenza delle donne, implicitamente significava che c’era ben più di una speranza per quel che riguardava i figli.
“Le mamme aspetteranno fuori. Qui entreranno solo i bambini e le bambine.
“Per quanto tempo?”
“Finché la polizia non avrà trovato i colpevoli…”
“Finchè vuole Allah, Massoud. Questa è l’unica risposta…”
“Inshallah, Maestro.”, aveva ripetuto a mezza voce Massoud per mascherare la soddisfazione di aver ottenuto quello che voleva.
“Anche l’imam è dalla mia parte”, dice Massoud dopo una pausa, chiudendo così la discussione con Tarek, convinto che questo gli abbia dimostrato ostilità solo per aiutarlo, per permettergli di esprimere tutte le risposte da dare alle mogli a casa e, alla fine, per far emergere con chiarezza e pubblicamente il parere dell’imam.

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