Massoud ha fatto delle indagini

Massoud ha fatto delle indagini, nelle ultime settimane. Ha cerato di capire chi poteva avercela con loro, in città. Ha così scoperto che molti genitori italiani si sono fortemente lamentati con la preside del Calini e che qualcuno ha chiesto persino l’espulsione da scuola di tutti gli extracomunitari, in maniera indiscriminata, senza distinguere fra i tanti vaccinati e i pochissimi non. Non gli hanno detto i nomi di questi genitori, però.
“Beh, ci mancherebbe, le ho fatto una confidenza perché ci conosciamo… ma da qui a dirle i nomi di quelli che hanno parlato con la preside ce ne passa…”, diceva una delle segretarie, già pentita di essersi lasciata sfuggire quelle indiscrezioni. Come spesso accade, voleva dimostrare di essere una informata sui fatti e anche perspicace, ma soprattutto aperta nei confronti degli stranieri, senza pregiudizi. Massoud invece ha ricavato un’impressione ben diversa, dalla suddetta segretaria. Così come a lui ha rivelato che qualcuno ha chiesto l’espulsione in blocco degli stranieri, la stessa donna potrebbe tranquillamente aver fornito ad altri, magari più convincenti e soprattutto più conterranei, l’elenco completo dei bambini non italiani iscritti al Calini. A parte questa intuizione, Massoud non ha la minima idea su come scoprire i proprietari di tali liste e si trova esattamente nella situazione di Scutellaro: improvvisamente deve fare i conti con le sue scarse conoscenze all’interno di un gruppo etnico diverso dal suo. Questi due mondi così vicini nelle città italiane, senza muri a definire ghetti, sono invece molto lontani fra loro e alle volte non hanno punti di contatto.
Fra i genitori dei compagni di scuola di sua figlia, Massoud ha scambiato qualche parola ed il numero di telefono solo con un certo Franco, papà di un bambino di nome Alfio, o forse Alfonso. L’ha conosciuto una volta alle udienze, unico uomo insieme a Massoud in attesa in corridoio fra tante mamme.
“Non pensa anche lei che dovrebbero esserci più papà alle udienze dei figli? Le mamme sono troppo accondiscendenti. Tornano a casa e mettono tutto a posto…”, aveva attaccato bottone Massoud, stupendosi lui stesso di tanta confidenza.
“Sono d’accordo”, si era messo a ridere nervosamente Franco, cercando a sua volta di essere più amichevole possibile con quell’uomo barbuto che gli incuteva una certa soggezione. “La mia però non è una scelta… sono vedovo…”, aveva subito aggiunto, onde evitare equivoci.
“Mi dispiace….”
Dopo quella volta si erano incontrati ancora in un paio di occasioni, ma Massoud non aveva più oltrepassato i limiti dei più banali convenevoli, onde evitare altre figure di merda.
Contattato telefonicamente da Massoud dopo le lettere minatorie, Franco aveva accettato di fare qualche piccola indagine, senza promettere nulla. Poi, messo giù il telefono si era sentito male per quanto successo, ma anche per la sua stessa prudenza e aveva deciso di lasciarsi coinvolgere più del solito in quella battaglia.
Qualche giorno dopo aveva assistito casualmente ad un dialogo fra suo figlio ed un altra bambina, all’ingresso di scuola.
“Sai che il mio papà ha gli indirizzi di tutti i bambini della scuola?”, aveva detto questa, avvicinatasi ad Alfio dopo aver salutato la mamma.
“Ha anche il mio?”, aveva chiesto incuriosito suo figlio.
“Certo! E ieri ha spedito un sacco di lettere… come Babbo Natale!”
“Però Babbo Natale le lettere le riceve…”
“In inverno… in estate le spedisce anche lui… me l’ha detto il mio papà…”
“Signor Massoud…”, aveva cominciato cautamente la telefonata Franco il pomeriggio dei quello stesso giorno. “Qualcosa effettivamente ho scoperto… solo un piccolo indizio… però potrebbe esserle utile… Per la verità l’ha scoperto mio figlio… sa, i bambini parlano più degli adulti, alle volte.”
“La ringrazio moltissimo! Mi dica, la prego…”, l’aveva subito incoraggiato Massoud, disposto immediatamente a rivedere il suo giudizio sugli italiani.
“Si tratta del Signor Brembati, il papà di Silvia. È lui che ha recuperato tutti gli indirizzi dalla segretaria, con la scusa di organizzare una riunione prima dell’inizio delle scuole, per evitare i problemi dell’anno scorso…”
“Bella riunione ha indetto! Maledetto! Lei lo conosce?”
“No, mai visto…”
Da qui era partito Massoud, da questa segnalazione, per le sue indagini. Il passo successivo, non potendo naturalmente prendere contatto direttamente con questo fantomatico Signor Brembati, era trovare un modo perché fosse l’italiano a venire da lui. Massoud aveva persino pensato di mettere un annuncio, qualcosa tipo un’offerta di lavoro, o di spedirgli a casa i biglietti per una partita, per un concerto.
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