“Ma perchè non è arrivato”

“Ma perché non è arrivato anche a Mantovani, l’avviso di garanzia, porco zio?”, sbraita Alcide nello studio dell’avvocato De Regibus che cerca di parare il colpo inferto dalla bestemmia agitando le mani e facendo sss con la bocca. Fuori la sala d’aspetto è piena e l’avvocato non vuole in assoluto che qualcuno si senta offeso dalle imprecazioni che potrebbero trapelare attraverso le pareti in cartongesso.
“Potrebbe essere meglio così sai? Vuol dire che gli inquirenti sono ancora nelle fasi preliminari, che hanno solo dovuto aprire un fascicolo d’inchiesta, stante l’obbligo procedurale di procedere ma che non sanno ancora nulla dell’azienda, dell’organizzazione, dell’…”
Alcide si è distratto più o meno a fasi preliminari, poi ha controllato sul cellulare che non fosse arrivato qualche nuovo messaggio, qualche nuova e-mail e adesso sta solo aspettando che l’avvocato smetta di parlare per poter porre un’altra questione che gli sta a cuore.
“Cosa rischio? Una multa? Il carcere? I domicidiari?”
“Multe e sanzioni amministrative non sono mai da escludere. Carcere e domiciliari invece sono invece due conseguenze alternative di una stessa sentenza penale, scelte l’una o l’altra sulla base di una serie di considerazioni…”, elenca per bene De Regibus, dimostrando ancora una volta di aver studiato.
“Zio porco zio porco! Dammi una risposta che posso capire!”, esplode Alcide, pronto ad aggredire fisicamente l’avvocato se dovesse andare avanti con questo tono.
“La multa è sicura, il carcere è da escludere. I domiciliari devono essere presi in considerazione, invece…”
“Dimmi cosa devo fare e io lo faccio! Qualunque cosa, non mi interessa! Io la faccio. Devo pagare? Pago. Chiudere l’azienda…? La chiudo. Tenerla aperta…? Dimmi tu.”
“Per adesso qualsiasi decisione è prematura, Alcide. Aspettiamo la prossima settimana quando ci sarà la prima udienza. Lì ci comunicheranno esattamente i capi di accusa. Poi sceglieremo una strategia…”
Alcide, in barba a qualsiasi divieto vigente per legge ormai da parecchi anni, si accende una sigaretta. L’avvocato lo guarda malissimo, poi si affretta ad aprire la finestra. Da fuori entra un caldo umido, maligno. L’estate africana è alle porte. Quest’anno danno i nomi agli anticicloni, nomi maschili, a differenza degli uragani che hanno ovviamente nomi femminili.
“Lo sai che sono dalla tua parte… Hai visto come ho gestito la mamma di Maicol, la Signora Pedrabissi… se ne è uscita senza la minima speranza, non ha sporto denuncia, non ha fatto storie, nulla…”
“Eh brao, te l’ho mandata io qui! Ci mancava solo che mi facesse causa! Allora sì che venivo qui con una tanica di benzina!”
L’avvocato De Regibus controlla per la prima volta l’orologio. Per chi lo conosce, questo è il segnale univoco che il tempo a disposizione di un cliente sta per scadere e che ben presto solleverà la cornetta per chiedere alla segretaria di far accomodare il cliente successivo. Questo suo vizio, di accomiatarsi con il precedente e salutare il successivo praticamente nello stesso momento, ha sempre infastidito tutti, le segretarie in primis che poi si devono sorbire le lamentele dei clienti per l’eccessiva bruschezza dell’avvocato.
“Dobbiamo passare al contrattacco!”, sbraita Alcide di botto, senza alcun preavviso. “Dobbiamo far figurare che è tutta colpa di Mantovani, che erano suoi i contatti con la mala, che era una sua responsabilità la sicurezza del personale.”
“Ci vogliono le prove. Cosa c’è scritto nel vostro accordo? Come sono divise le mansioni fra te e Mantovani? Io queste cose non le so, sei tu che devi dirmele…”
“E poi c’è l’autista del camion. Perché lui non è sotto accusa come me? L’ha tirato sotto lui Maicol, mica io!”
“Una cosa per volta, Alcide. Cominciamo con Mantovani o cominciamo con l’autista?”, pontifica De Regibus, interessato ormai solo a sbarazzarsi di Alcide.
“Cominciamo con tutti. Li accusiamo tutti insieme…: in tribunale, con un memoriale, in una conferenza stampa, che ne so?!”
Alcide è come una tigre in gabbia che non sa più chi mordere. Vorrebbe attaccare chi gli porta il cibo, i bambini che vengono a visitare lo zoo, il veterinario, tutti, pur di riuscire a scappare ed a tornare in libertà.
“… e se Maicol si risvegliasse?”, se ne esce dal nulla Alcide.
“Come?”, dice l’avvocato, disorientato.
“Se Maicol Pedrabissi si risvegliasse dal coma, come cambierebbe la mia posizione?”, dice Alcide, finalmente calmo e umile.
“Migliorerebbe, sicuramente… ma non vedo come si possa intervenire in questo senso… almeno da parte mia…”, si giustifica De Regibus, finalmente impreparato.
“Beh certo… se aspetto te, sto fresco. Devo fare sempre tutto da solo…”, bofonchia Alcide uscendo da solo dall’ufficio, senza incrociarsi come di consueto con la segretaria e con il successivo cliente al seguito, senza salutare l’avvocato, senza salutare la segretaria.
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