Luca Tomasoni vedendo Marja

Luca Tomasoni vedendo Marja si illumina. Rispetto a Biancaneve è un altro pianeta, tutta un’altra classe. Una vera figa insomma. Luca sapeva che non sarebbe venuta Biancaneve, lei gliel’aveva detto l’ultima volta, adducendo una scusa improbabile. Luca se l’era persino presa, pensando che lei non volesse più stare con lui. Adesso invece la sostituzione gli sembra un miracolo. Poi grazie a Biancaneve ha preso confidenza col sesso, non è più come la prima volta, che non sapeva nemmeno da che parte cominciare. Adesso sa fino a dove può spingersi e cosa dà piacere a sé e alla partner. Non si crede un latin lover, Luca, ma almeno non inciampa più nei pantaloni.
“Ciao…”, sussurra Marja, con un filo di voce.
“Ciao”, dice Luca che fino a quel momento non l’ha ancora salutata.
Lui è già steso sul letto, è lì che di solito si spoglia con Biancaneve. La prima volta era troppo imbarazzato, lei se n’era accorta e aveva proposto di andare a letto vestiti. Si erano spogliati a vicenda sotto le coperte e questo aveva facilitato i preliminari.
“Ciao”, replica di nuovo Marja che non ha neppure guardato in faccia Luca. “Come va…?”
Appena entrata ha cominciato a spogliarsi, come se si trattasse di una visita medica e adesso che finalmente ha aperto bocca, paradossalmente è già in mutande e reggiseno.
Luca la sta mangiando con gli occhi. Dove Biancaneve è piatta, qui ci sono forme perfette e dove Biancaneve è grassa, qui il corpo scende liscio e tonico, persino affusolato. Un secondo prima di slacciarsi il reggiseno, finalmente Marja volge lo sguardo verso Luca e lo vede completamente vestito. Si ferma.
“E tu? Vuoi restare così?”, chiede, ritenendo davvero possibile che il cliente preferisca non spogliarsi. È così che ha pensato, il cliente, come la commessa di un negozio di scarpe.
“No, no, adesso mi spoglio… non preferisci venire a letto?”, suggerisce Luca, adesso imbarazzato. Tutta l’esperienza fatta con Biancaneve evidentemente non è immediatamente spendibile con chiunque altra. Ogni volta si ricomincia un po’ da capo, capisce Luca.
Lei accetta e si infila a letto. I due corpi si sfiorano, lui osa toccarle il seno e lei sussulta, spaventata.
“Ho le mani fredde?”, chiede Luca, non riuscendo a capire il perché di tanto imbarazzo. Non dovrebbe essere il suo lavoro? Le dà così fastidio farlo con un handicappato? Ma lui non si è ancora mosso, lei potrebbe anche non saperlo che lui quasi non riesce a camminare.
“Mi capita spesso… di aver le mani fredde…”, continua a giustificarsi Luca, per rompere il silenzio.
“No fa nien-te… no so-no così fred-de…”, sussurra lei, balbettando. Vorrebbe non sapere l’italiano, per non dover parlare col ragazzo. Infatti queste sono le ultime parole di Marja, poi trattenendo il respiro come se dovesse tuffarsi, si volta e si schiaccia contro il corpo di Luca, finalmente nudo. Tiene gli occhi, la bocca e le gambe chiuse, inizialmente. Tiene il volto schiacciato nell’incavo della spalla di lui, immobile. Lui comincia a toccarla, a stringerla, ad aprirsi piccoli varchi sotto le ascelle, fra le cosce, fra i seni. Non ha fretta, Luca, non paga a minuti, non paga affatto. Forse è suo padre a sborsare i quattrini per le ragazze, forse gliele passa l’ASL. Non sa Luca che deve ringraziare i condomini, per queste scopate. Non sa delle preoccupazioni di suo padre, su cosa succederà quando smetteranno di autotassarsi per un po’ di quiete la sera.
Prova a baciarla, ma lei si gira di lato. Si ricorda allora che deve aver letto da qualche parte che le puttane non si fanno baciare, che riservano i baci ai loro amori. Biancaneve invece si lascia baciare, quindi questa lo fa di professione, quella forse solo per necessità. Questi pensieri lo rilassano, i suoi movimenti si fanno più sciolti, persino le gambe cominciano a dare qualche segno di vita. Marja percepisce questa generale distensione e anche lei finalmente si lascia un po’ andare. Lo aiuta, lo tocca, si tocca persino. Si solleva un po’, lascia liberi i seni, porta il bacino all’altezza giusta, si sfrega conto la pancia di lui, si sente pronta, lui spinge, lei lo aiuta, fila tutto liscio. È contenta di questo, temeva che i preliminari sarebbero andati avanti per sempre. Temeva di avere le fauci così secche da dover ricorrere al burro, alla vasellina. L’ha usata, prima di uscire, ha portato anche con sé il vasetto, in borsetta. Non ne è servita altra, per fortuna. Ora sa che ci vorrà poco. Luca infatti viene quasi subito, senza strepito, con un lungo sospiro. Si riposa qualche secondo, poi è tutto davvero finito. Sono uno di fianco all’altra, a pancia in su.
[È finito] pensa Marja. [Non lo farò mai più]
Lei si alza, comincia a rivestirsi in fretta, girata di spalle. Lui la guarda. È bella da guardare, ma alla fine Biancaneve era più eccitante, decide Luca, deluso. Con gli occhi chiusi, il tatto è gratificato fino ad un certo punto dalle forme perfette di Marja e questo surplus di piacere non compensa l’intraprendenza di Biancaneve. Tutta un’altra cosa rispetto a questa. Marja è stata troppo rigida, troppo fredda, frettolosa. Nemmeno una parola, non un sussurro, una risata, un sussulto. Tanto vale masturbarsi, pensa Luca, alla fine, esagerando. Non si ricorda più quando passava un’ora col coso in mano, immaginando corpi di donna mai visti dal vero.

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