Luca Giovanelli alla cena

Luca Giovanelli alla cena non ha aperto bocca, mai, se non per inghiottire il cibo. Ha ascoltato, ha annuito, ha scrollato il capo in segno di disappunto quando tutti gli altri facevano lo stesso, ma non ha mai detto una parola, neppure per ordinare le portate. Per quello ci hanno pensato Marzio e Maurizio per tutti. Colpa sua, perché gli argomenti della discussione interessavano anche lui e cose da dire ne avrebbe avute. Ma per tutto il tempo, la presunzione che fosse tempo sprecato, che tanto non l’avrebbero ascoltato, non l’avrebbero capito, gli ha tolto qualsiasi iniziativa.
Così, quando Bellisari, che nonostante il mutismo ha molta stima del giovane, uscendo, gli ha chiesto sottovoce: “tu cosa ne pensi?”, Luca ha riassunto i suoi pensieri con un laconico: “forse è il caso di cominciare a guardarsi attorno…”
Mentiva. Nella pratica Luca Giovanelli sta spedendo curricula tutti i giorni ormai da mesi, per non dire da anni. Li manda ovunque, cambiando ogni volta personalità e skills, attitudini e aspettative. In primavera ha provato a rilevare la bottega di un vecchio calzolaio che stava per andare in pensione. L’inverno scorso valutava con tre amici la possibilità di aprire una libreria per ragazzi. Adesso vuole partecipare al concorsone della scuola, non avendo alcuna competenza in materia didattica, naturalmente. Per questo, la sera, deve tornare a casa a studiare: ha ripreso in mano i libri di fisica dell’università, ma si accorge di non ricordare più quasi nulla. Dopo la laurea infatti ha provato di tutto: il ciclismo agonistico, l’insegnamento di musica, la progettazione di impianti, il design industriale, la programmazione di siti, ogni volta inviando curricula, facendo concorsi, sostenendo colloqui, ogni volta risultando scartato, sconfitto.
D’altronde, se un solo recruiter, un solo head hunter avesse in mano tutti i suoi curricula, penserebbe di avere di fronte uno schizzofrenico dalle personalità multiple, un dottor Jeckyll e Mr. Hyde del mondo del lavoro. Luca Giovanelli lo sa, ne è consapevole e sente come una condanna il fatto che tutte le cose lo interessino e, in un certo senso, gli riescano pure discretamente. Col tempo è arrivato persino ad affezionarsi ai suoi difetti perché sono l’unica cosa in cui può davvero credere. Le sue qualità, i suoi talenti, infatti sono traditori. Ogni volta sembrano volerlo convincere che il salto è possibile, ogni volta lo lasciano con il sedere per terra.
“Ho provato, ho fallito. Non importa. Riproverò, fallirò meglio”, campeggia sulla sua pagina facebook.
In virtù dei suoi difetti, invece, sa di non poter fare il tassista, né la guida turistica, perché del tutto privo di senso dell’orientamento, di non poter diventare pittore o scultore, perché ha scarsa dimestichezza con i lavori manuali ed ha da tempo escluso i lavori in banca e negli studi da commercialista, perché il denaro e la sua gestione non suscitano in lui alcun interesse.
Tornando a casa, da solo, in macchina, prova a chiamare la fidanzata, tanto per aver qualcuno con cui parlare, tanto per non addormentarsi al volante.
“Ciao Luca! Come è andata?”, dice Rebecca Francescani, ancora alzata nonostante l’ora tarda.
“Come sempre, da schifo… e tu?”
“Benino… stavo leggendo una cosa interessante… tu sai cos’è l’enterocefalo glabro?”
“Che?”
“È un roditore che vive sottoterra… una specie di topo… l’ho trovato su wikipedia… è cieco e sordo, ha sangue freddo, corre in avanti e all’indietro alla stessa velocità ed ha una struttura sociale come le api e le formiche, con una regina, i topi operai e i topi guerrieri… interessante, vero…?!”
L’auto di Luca sta sfrecciando ai 170 all’ora lungo la A4, in direzione Venezia. Per tornare a casa ci impiegherà circa tre quarti d’ora. Di solito passa questo tempo ad ascoltare un audiolibro, ma di notte preferisce qualcosa che lo tenga più sveglio e la sua fidanzata è una fonte inesauribile di cazzate di questo genere. Lei trascorre ore a spigolare su internet alla ricerca di notizie curiose, scoperte scientifiche improbabili, musicisti e scrittori la cui opera omnia potrebbe essere riassunta in un dolcetto della fortuna cinese.
“Non sarà una bufala? Mi pare strano…”
“Beh adesso faccio ulteriori ricerche… Ti manca molto?”
“Una ventina di minuti…”
Luca sa di non essere l’unico indeciso al giorno d’oggi: negli anni ha conosciuto gente che voleva passare dalla vendita di automobili alla gestione di un agriturismo, dopo aver guadagnato soldi a sufficienza facendo lo skipper di una imbarcazione a vela; impiegati di multinazionali che al mattino presto gestiscono lavanderie a gettoni e la sera tardi allenano squadre di pallavolo; cassiere di supermercato che tengono blog di cucina e liutai che in negozio vendono ombrelli e all’occorrenza fanno massaggi schatzu.
C’è qualcosa che spinge l’uomo moderno ad essere inquieto, insicuro, insoddisfatto, indeciso.
“Invece, sai cos’ho letto su Brescia Oggi? Hanno arrestato il titolare della Forex. Non eri a cena proprio con qualcuno della Forex stasera?”
Luca Giovanelli manda un’imprecazione e si domanda fino a che punto può essere coinvolto in affari sporchi. Forse a lui verranno a prenderlo questa sera stessa, allora. Forse il tavolo era controllato, hanno registrato la loro conversazione. Fortuna che lui non ha aperto bocca. Era meglio se rilevava quella bottega di ciabattino.
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