È l’alba di un nuovo mattino

È l’alba di un nuovo mattino, il sole è allo zenit, cala la notte, contemporaneamente, tutti i giorni, inevitabilmente. Qualcuno va al lavoro, in alcune parti del Mondo e qualcuno se ne torna a casa, in altre, qualcuno si sveglia e qualcun altro insiste nel lavarsi i denti, ma non vede l’ora di coricarsi.
Alcune donne stanno dormendo su delle sedie di plastica rosa,nel primo pomeriggio, nel mercato di Wuhan, in Cina. La frutta, la verdura, la merce è già tutta imballata negli scatoloni, il mercato ha chiuso solo da un’ora, ma il grosso del lavoro doveva essere fatto subito, per mettere in frigorifero, o comunque al riparo dal sole, i prodotti deperibili. Terminate tutte le mansioni, le donne sono così stanche che non riescono neppure ad andare a casa a dormire. Molte poi abitano lontano, passerebbero la maggior parte del tempo in viaggio, meglio riposare sul posto.
Fanno lo stesso i partecipanti alla festa di San Firmino, a Pamplona. Dormono per le strade, nei parchi, dove capita, anzi non dormono affatto, passano da un festeggiamento, da un’ubriacatura, da una fuga dai tori all’altra. La fiesta è cominciata da un giorno, durerà ancora tre.
Altri festeggiamenti si susseguono in tutto il mondo: in Nepal, una studentessa si sta pettinando per uno spettacolo in occasione del settantasettesimo compleanno del Dalai Lama. Indossa un vestito azzurro, con uno scialle colorato che le copre le spalle. Ha una capigliatura molto complessa, i capelli sono raccolti in avanti, racchiusi in due cilindri di stoffa bianca, chiusi agli estremi da tappi ricoperti da lacca rossa. I capelli le tirano e le fanno male, ma l’occasione è troppo importante per lamentarsi, la celebrazione è l’evento più atteso dell’anno per il suo corpo di ballo.
Un uomo, nel sud della Spagna, si sta rasando i peli del petto mentre il suo compagno controlla che stia facendo un buon lavoro, ma senza aiutarlo attivamente, perché questa cosa dei peli gli fa un po’ ribrezzo. Si stanno preparando per il loro matrimonio, previsto nel primo pomeriggio. Tutto il resto è già pronto, devono solo vestirsi e recarsi in comune, preferibilmente in bicicletta, se regge il tempo.
Quattro uomini in giacca e cravatta stanno brindando con dei bicchieri di plastica delle macchinette del caffè colmi di vodka al nuovo accordo appena siglato tra le rispettive aziende mentre un quinto scatta una foto ricordo dell’evento: si è appena formato un cartello fra le cinque più importanti compagnie assicurative Russe per il mantenimento delle tariffe ai livelli dell’anno precedente: la crisi, il mercato, la concorrenza, tutto giocava infatti in favore di una diminuzione dei prezzi del 30%. La città è Mosca, naturalmente, il quartiere è Moscow City, cuore finanziario della città, il palazzo è la Torre della Federazione. Entro dieci minuti, tutti i presenti nel palazzo verranno fatti evacuare a causa di un incendio all’ultimo piano.
Tre o quattro ragazzi arabi si stanno allenando prima di un incontro di boxe a Kfar Yasif, quasi sul confine tra Israele e Libano. Potrebbero essere al mare, distante pochi chilometri dal loro villaggio, invece se ne stanno in quella palestra nei sotterranei di un edificio di tre piani, indossando dei guantoni grandi come la loro testa, a sudare e a pigliare botte, nella speranza che questo possa un giorno evitargliene di peggiori.
Poco più di 4.000km a est, un ragazzo solo di qualche anno più vecchio protegge la sua capra dalle piogge monsoniche con un ombrello, non grande a sufficienza per tenere sotto anche lui. La venderà fra pochi minuti, probabilmente, e probabilmente il compratore la porterà al macello, ma il ragazzo è affezionato a quella capra e vuole che faccia bella figura e che il compratore pensi di aver comprato una bella capra. Peccato che la schiena bagnata cominci a dargli fastidio. Se riuscisse a venderla bene, avrebbe i soldi per comprarsi un vestito da cerimonia. Una ragazza ballerà per la festa del Dalai Lama, quella sera, e lui vorrebbe far colpo su di lei.
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