Oltre a tenere sempre accesa la musica

Oltre a tenere sempre accesa la musica dello stereo, la signora Pedrabissi ha cominciato ad appoggiare foto di Maicol su tutti i mobiletti, le mensole, gli angoli della camera d’ospedale. Le infermiere si sono già lamentate parecchie volte con la caposala perché questi soprammobili rendono estremamente difficoltoso il lavoro quotidiano, ma i dottori hanno difeso la scelta della signora, dicendo che in caso di risveglio, un ambiente più familiare, o almeno più accogliente, avrebbe diminuito il trauma.
Musicalmente, in queste settimane è passato un po’ di tutto: Hendrix, Queen, Vasco, U2 e poi gruppi meno noti, dai nomi strani, di cui la signora Pedrabissi non sapeva nemmeno l’esistenza: CCCP, Uochi Toki, Massimo Volume, Fabri Fibra, Emis Killa, tutti gruppi italiani che parlano, meglio sbraitano, invece di cantare. Sinceramente avrebbe fatto a meno di quella robaccia, ma avendoli trovati tra gli album di Maicol, quel pacco di CD che ha portato da casa e che ora giacciono accatastati in un angolo della camera, ha fatto un sacrificio, nella speranza che l’ascoltarli potesse fargli piacere.
Oggi sta suonando il CD di un certo Robert Johnson. La copertina recita: il più grande chitarrista blues di tutti i tempi!, ma la signora Pedrabissi l’ha scelto più che altro per la foto in copertina: quel giovane di colore vestito come uno zingaro elegante l’ha incuriosita. Anche stavolta la musica non la convince fino in fondo: la voce è gracchiante, la chitarra stridula, i ritmi sono sempre un po’ tutti gli stessi, gli assolo pure.
[Un patto. Un signore distinto. L’incrocio di due strade. Al crepuscolo. Seduto ad aspettare. Ho incontrato al crocicchio un signore elegante. Sembrava il diavolo alla luce del crepuscolo. Ho fatto un patto. Soldi carriera potere rispetto. Subito. Non promesse. Finalmente un ruolo una posizione. Essere finalmente qualcuno. In cambio. L’età al diavolo non interessa né il titolo di studio la famiglia di provenienza la conoscenza dell’inglese le amicizie altolocate. Al diavolo interessa chi sei. Cosa puoi dare in cambio. Partono da zero. Di fronte al diavolo. Tutti. Il diavolo li conosce già tutti. Lo salutano. Lo rispettano. Nessuno resiste. È il diavolo a scegliere. Me mi ha scelto. Diretto concreto elegante. Esiste da sempre dalla notte dei tempi da quando un uomo…]
Per passare un po’ il tempo, la signora Pedrabissi si è messa a leggere il booklet del CD.
“Senti qui cosa dice il foglietto illustrativo”, si rivolge all’infermiera che sta cercando di riordinare la stanza.
“Questo musicista si dice che aveva venduto l’anima al diavolo… è stato via una settimana e quando è tornato era il migliore chitarrista del mondo…”
“Sarà… Non mi pare…”, dice l’infermiera, indifferente e scettica.
“È scritto qui, non me lo sto inventando io…!” si difende la signora Pedrabissi.
“Non parla oggi Maicol?”, dice l’infermiera, indifferente e velatamente ironica.
“Sì, sì, mi stava raccontando anche lui qualcosa del genere, ma non capivo. Per quello mi sono messa a leggere questo libricino… e così ho capito…”
[Aveva un compagno più alto il diavolo. Più giovane. Sarà lui a seguirti. Come un’ombra. L’ombra del diavolo. Da quel giorno ho visto solo l’ombra. Il diavolo non si è più fatto vedere. La sua ombra vuole la mia anima. La mia anima per le sue promesse. Un baratto effimero. Nulla di tangibile. Come la colpa la libertà la giustizia. Nulla che abbia un peso… Pesantemente. La mia vita è cambiata completamente. Soldi potere posizione verità libertà giustizia. Sui due piatti della bilancia. Sempre in bilico in equilibrio al centro. Si aggiunge qualcosa da un lato. Tanto si deve mettere sull’altro. Subito senza esitazione senza timore incertezze remore. È sempre andata così dalla notte dei tempi da quando un uomo ha convinto un altro uomo a far del male…]
L’infermiera ha finito il turno, ma la sua collega ancora non si è vista e quindi non può lasciare la stanza di Maicol. Ha già preso le sue cose, la borsa e il cambio, controlla per l’ennesima volta nel corridoio che la collega non stia arrivando e alla fine, rassegnata, prende un libro dalla borsa, si siede sulla sedia più vicina alla porta e si mette a leggere. L’Ombra del Diavolo, crede di intravedere la signora Pedrabissi e come già altre volte si sente confusa. Maicol sembra avere dei sensi occulti con i quali si accorge di quello che gli accade intorno, di quello che le persone dicono, ascoltano, leggono persino. Poi i suoi pensieri vengono deviati da un’altra considerazione [forse un’infermiera dovrebbe leggere qualcosa di diverso, qualcosa di meno pesante, almeno sul lavoro. Vabbe’ che l’ospedale è dello stato e non delle suore, però un minimo di rispetto…!]
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