Khaled ha dato appuntamento a Selina

Khaled ha dato appuntamento a Selina allo skatepark e quando la vede arrivare prova un moto di disappunto. Lei si fa accompagnare da un grosso lupo nero, alto fino ai suoi fianchi, apparentemente piuttosto vecchio. Anche il lupo, quando vede Khaled si innervosisce, come alle volte succede ai cani che sembrano non essere abituati alla pelle nera degli immigrati. Scatta, si impenna per via del collare e abbaia, poi Selina lo calma con un paio di carezze energiche dietro alle orecchie e chiama Khaled affinché i due rivali in amore si presentino. Quando Khaled è alla giusta distanza, lei fa un balzo in avanti e gli appiccica un bacio sulla bocca. Khaled è sorpreso, non capisce e si stacca troppo in fretta, cosa di cui subito si pente.
“L’ho fatto così Roger sa che sei mio amico. Altrimenti ti guarda in cagnesco tutto il tempo… Adesso potete darvi la zampa!”, dice Selina, ridendo del suo stesso umorismo.
“Lo fai con tutti, quando esci col cane?”, chiede Khaled, immediatamente geloso.
“No, stupido! Era una battuta! Cosa vuoi che gliene importi… Che bravi che sono!”
Dietro di loro, altri ragazzi stanno sfrecciando sulle rampe, tentando i tricks più incredibili. Sembrano avere la tavola incollata ai piedi e come ballerini classici conoscono alla perfezione il proprio corpo e come muoverlo. Ma il riferimento agli altri skaters brucia a Khaled che immediatamente si butta in pista e tenta uno slide lungo il corrimano delle scale. Peccato che nel salto ci mette troppa energia e lo skate rimbalza contro il tubo di ferro e schizza da un lato, gettando Khaled per terra.
“Porco…!”, impreca Khaled, facendo sobbalzare Selina. Cadendo si è fatto male ad una caviglia e adesso deve fermarsi per un po’. I due si siedono su uno dei gradini delle scale che hanno in pratica steso Khaled. Roger, il lupo nero, continua a essere nervoso. Quando uno degli skater passa loro troppo vicino, il cane fa per acchiapparlo con le fauci, quasi si trattasse di mosche fastidiose, ma Selina ha la bestia perfettamente sotto controllo e nessuno dei ragazzi è spaventato.
Anzi, sembra che la presenza di spettatori ecciti gli skaters. È raro vedere una ragazza, da queste parti. Lo skateboarding sembra essere uno sport prettamente maschile forse perché c’è un che di masturbatorio nel ripetere sempre lo stesso gesto finché non viene. Così, non solo le ragazze non lo praticano, ma persino le amiche degli skaters di solito evitano il park come la peste, trovando estremamente noioso guardare dei ragazzi che provano gli stessi salti per ore commentandoseli da soli con nomi improbabili.
“Figo! Three sixty impossible! Khaled, hai visto?”, dice un ragazzino molto giovane, cappello girato all’indietro e flesh tunnel da ¾ di pollice alle orecchie.
Nose manual in discesa! First try, porco zio!”, gli risponde un’altro qualche anno più vecchio, completamente tatuato su entrambe le braccia.
540, nine hundred, fakie ollie, backside bigspin, frontside pop shove-it: il difficile nello skate non é chiudere i salti, ma dargli il nome corretto. Quando sai dirlo, sai farlo!, recita lo slogan di una rivista di settore.
Ogni tanto qualcuno si siede di fianco a Khaled e i due si salutano battendo i palmi delle mani e poi, chiuse le dita a pugno, si fanno toccare le nocche. Tutti sembrano conoscere Khaled e con qualcuno quei rapidi movimenti delle mani proseguono per qualche secondo in più, il tempo necessario per allungare dei minuscoli sacchettini di erba, da parte di Khaled e delle banconote arrotolate da parte dei compratori. I gesti sono così sciolti e rapidi che Selina non si rende nemmeno conto della cosa. Roger invece sembra farci caso e tutte le volte da segni di nervosismo che Selina placa con delle semplici carezze.
“Ti va di fumare qualcosa?”, dice Khaled, tanto per rompere il silenzio.
“Hai della marijuana? Ti prego mettila via!”, dice Selina, tappando le orecchie al cane.
“Scusa, non volevo…”
“No, non ti preoccupare, anch’io fumo alle volte, ma mai con Roger! Era un cane poliziotto da giovane, poi hanno dovuto mandarlo in pensione… Io l’ho preso al canile. Mi hanno detto che l’hanno riaddestrato, ma non so come reagirebbe…”, dice Selina mettendosi a ridere per l’assurdità di dover rendere conto dei suoi vizi al proprio cane.
“Adesso capisco perché non gli sei simpatico…”, aggiunge, passando una mano fra i capelli di Khaled con la stessa affettuosa attenzione riservata prima solo al cane.
Se da un lato la droga gli esclude l’amicizia di Roger, dall’altro Khaled sa che procurare un po’ di fumo ai ragazzi è la via più semplice e rapida per farsi accettare, lui immigrato, da un gruppo di italiani. Lui è probabilmente l’unico africano che questi ragazzi frequentano e se adesso la cosa risulta del tutto naturale, all’inizio, se non fosse stato per il suo facile accesso all’erba, le cose sarebbero andate in maniera ben diversa.
“Vorrà dire che la prossima volta Roger lo lasciamo a casa, vero?”, dice Khaled sorridendo come un joker.
“Va beh, dai. Ma se io lascio a casa Roger, tu lasci a casa lo skate, intesi?”
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