“Infermiera, Pedrabissi è sempre stazionario?”

“Infermiera, Pedrabissi è sempre stazionario?”
Il giovane dottore è entrato nella stanza costatando ancora una volta con sorpresa che la signora Pedrabissi è assente. Per la verità è quasi due settimane che non si fa più vedere, ma per il dottore è sempre una sorpresa non trovare quella vecchia signora magra ripiegata sul corpo del figlio, impegnata ad ascoltarlo e a prendere incomprensibili appunti.
“Sempre stazionario… Non migliora e non peggiora…”, dice l’infermiera che invece tutti i giorni constata con sollievo l’assenza della vecchia che comunque rappresentava un impiccio per il suo lavoro ed un possibile controllo per i suoi eventuali errori.
Sono quasi le 20, questo è l’ultimo giro del dottore prima di staccare il turno e lui sente addosso una stanchezza infinita, ma quel paziente merita davvero qualche secondo di attenzione in più
“Non capisco… i suoi i parametri vitali sono tutti al di sopra degli standard per un paziente in coma…”, continua il dottore, osservando attentamente il volto impassibile del ragazzo.
“Aspettiamo… prima o poi si deciderà a svegliarsi…”
“Beh, ma Pedrabissi tecnicamente non è più in coma da un pezzo! Lo è rimasto forse i primi due o tre giorni, dopo è stata tutta una interminabile fase di uscita…”
Il dottore ha sviluppato questa teoria alcuni giorni fa, per capacitarsi di quel paziente anomalo. E l’idea gli è venuta scoprendo che la signora Pedrabissi sosteneva che i suoi appunti non erano altro che le trascrizioni di quello che le diceva il figlio.
“Sappiamo bene quanto può essere difficile il risveglio dal coma…”, ripete un luogo comune molto frequente in corsia, l’infermiera, tanto per dire qualcosa e per dare l’impressione al dottore di stare ad ascoltare.
“Va bene infermiera, lo so anch’io che il risveglio è la fase più delicata ed è anche più lunga di quanto in genere la gente creda, però di solito i pazienti danno qualche risposta agli stimoli, cercano di dare dei segnali di essersi svegliati…”, si sfoga il medico, consapevole di venire spesso trattato con condiscendenza dalle infermiere, un po’ per la sua giovane età, un po’per il suo modo pedante di ragionare a voce alta.
[temo spero che palpebre viscere valvole dermide ossa capelli peli non escono di qui senza di me] [tutti insieme no uno dopo altro no rinfusa confusione di parti molli da un lato ossa da un altro e cenere] [per prima cosa svegliarsi] [uscire a prendere fiato riuscire da acqua e fango] [sabbia mobile e palude mi hanno preso] [in una palude di fango rosso sangue disteso su schiena pancia spalla] [nel fango rosso galleggiano affondano i miei organi mischiati alla rinfusa] [fango entra esce dal naso dai pori dai fori nelle vene] [sangue entra esce] [flebo entra esce] [non so muovermi non sono io a muovermi] [è il resto che si muove mi attraversa entra esce]
Nel frattempo, con un misto di curiosità e imbarazzo, il dottore ha aperto i cassetti del comodino del paziente e poi persino l’armadio.
“Tra l’altro, infermiera, non sa se il blocchetto su cui prendeva appunti la Signora Pedrabissi è qui da qualche parte? Secondo me lì sopra c’è la risposta a molte delle nostre domande…”
“No, dottore, credo che la signora lo tenesse in borsetta…”
“A proposito… che fine ha fatto? Sapete qualcosa? Sono due settimane che non la vediamo…”
“No, nessuna informazione… non starà bene… avrà altri impegni… boh…?!”
“Mah… secondo me invece c’è un nesso fra lo stato di Maicol, gli appunti della signora ed il suo essere incomprensibilmente scomparsa…”
“Dottore, se dice così mi mette addosso una certa curiosità… sa che poi io non resisto, devo andare in fondo a queste cose…”, replica immediatamente attivata l’infermiera che, dopo aver finito la lettura de L’Ombra del Diavolo, da alcuni giorni ha iniziato un altro classico dell’orrore: I non morti.
[devo svegliarmi] [mi sveglierò] [ma non subito] [potrebbe essere un trauma troppo forte tale da causare ricadute forte tal quale quello che mi ha portato qui a dormire indisturbato] [devo svegliarmi ma non ne ho la forza né la voglia né il coraggio] [ho dei conti in sospeso nella giungla] [mi aspettano odio paura e rabbia armati mi aspettano con i pugni alzati le bocche spalancate le armi in pugno] [fuori mi odiano] [da qui non possono espellermi] [posso non rinascere] [resto chiuso qui senza reincarnarmi] [comodo sicuro stretto] [senza vento né acqua né aria] [sono protetto riparato muoio] [tutto finisce] [sono io che voglio uscire] [devo fare da solo] [devo svegliarmi mi sveglierò] [sono tutti qui che aspettano] [tutti dove non cé nessuno] [madre medici colleghi infermiere amici spariti] [spari lampi tuoni] [riabilitazione]
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