“Ho provato”

“Ho provato a chiedere se ti assumono alla pescheria in Contrada del Carmine, vicino a dove abito io, ma per adesso non li ho ancora convinti…”, dice Khaled vergognandosi un po’ per il fallimento. Avrebbe tanto voluto poterle dare la notizia già questa sera, ma non c’è stato verso.
“Più di una volta, gliel’ho chiesto… Sai, sono indiani… gente testarda…”
“Davvero mi stai cercando un nuovo lavoro? Grazie! ma non è indispensabile che sia vicino a casa tua, sai? Va bene in qualsiasi parte della città. Tanto ho la macchina!”, dice Selina, già preoccupata che Khaled si dimostri, dopo solo un paio di uscite insieme, possessivo ed apprensivo.
“Beh, ma io conosco solo quella di pescheria…”, si giustifica Kahled mentendo, ma neanche troppo. Conosce sul serio solo quella, di pescheria, ma non ha fatto nulla per trovarne altre.
Sono sull’auto di Selina, è lei ad avere l’auto dei due ed è lei che lo ha riaccompagnato a casa, dopo una serata davvero piacevole. Khaled, seduto sul sedile passeggero, non sa come salutarla prima di uscire: da duro, con un semplice ciao, saltandole addosso, come vorrebbe o con un semplice bacio sulle guance e contemporaneamente promette a sé stesso che un giorno sarà lui a riaccompagnarla a casa e toccherà a lei la sgradevole incombenza di prendere l’iniziativa.
Poi Selina improvvisamente lascia cadere una spallina del vestito, mettendo a nudo un seno.
[Non porta il reggipetto!] pensa subito Khaled, dimenticati tutti i suoi dubbi e le sue ambizioni. [Non ne ha bisogno] si ripete incantato Khaled, sorpreso che la mammella sia in pratica tutto capezzolo: l’areola è tanto larga da coprire quasi tutto il rigonfiamento della poppa. [Non ne ha bisogno]
Khaled ci soffia sopra, quasi impaurito, in uno stato di vera e propria venerazione ed il capezzolo si inturgidisce, raddoppiando in pratica il volume del seno. Selina lo guarda e lo lascia fare, curiosa. Khaled si mette in bocca quell’enorme fungo e lo morsica con i premolari, provando lo stesso doloroso piacere nella pancia che proverebbe se stesse spezzando fra i denti una capsula di cianuro per darsi la morte. Selina gli infila una mano nei pantaloni e gli afferra i testicoli, stringendoli varie volte, sempre con più energia.
Khaled viene di botto, Selina lo capisce dai movimenti scomposti del bacino di lui e dal liquido appiccicoso e caldo che si ritrova tra le mani e che gli spalma sulla pancia e sul pene. Un ombra passa per un attimo nello sguardo e nei pensieri di Khaled perché questa situazione non è nuova e contemporaneamente sente una fitta di dolore nel ricordare l’occasione in cui, un mese prima, ha avuto un’eiaculazione precoce. Oltre al ricordo spiacevole, Khaled adesso ha paura che qualcosa non vada in lui, che non riesca ad avere un orgasmo normale. Poi il contatto con Selina lo rassicura e tutto passa: lei non è rimasta neanche un momento senza sapere che fare, si è comportata con totale naturalezza, dandogli l’impressione che fosse tutto normale. E infatti anche Selina è felice: non aveva la minima idea di cosa sarebbe successo quella sera, non sapeva fin dove spingersi con quel ragazzo di un altro paese, di un’altra religione, ma quella prova ben poco virile la mette quasi in una posizione di vantaggio.
Lì dove sono ancora non è passato nessuno, non sembra esserci alcun pericolo di essere scoperti. Selina si spoglia completamente, poi toglie gli abiti anche a Khaled. Lui pensa che lei voglia fare l’amore, invece Selina improvvisamente apre la portiera ed esce dall’auto. Corre attorno al cofano e apre la portiera di Khaled, invitandolo ad uscire a sua volta. Si comporta come se fossero in una camera da letto, con tutte le tende tirate, invece sono in pieno centro città, proprio sotto casa di Khaled. Sua madre potrebbe affacciarsi alla finestra da un momento all’altro. Eppure, quando Selina gli prende la mano, anche lui esce dall’abitacolo. Lei comincia a canticchiare qualcosa, all’inizio del tutto incomprensibile. Quello che è chiaro è che Selina vuole ballare con Khaled. Lo stringe a sé, adesso i loro sessi finalmente si toccano e il fatto di avere quel lato coperto mette a suo agio Khaled: dovessero vedergli il sedere, che importa. Improvvisamente, Khaled capisce cosa sta canticchiando Selina:
I got you/ under my skin/ I got you/ deep in the heart of me…
Una vecchia canzone che Khaled ha sentito qualche volta, alla radio. Stringe la ragazza a sé con tutta la sua forza, vorrebbe davvero essere sotto la sua pelle, immergersi dentro di lei.
Nella strada che corre appena più sotto passa qualcuno in bicicletta e suona il campanello senza alcun altro commento. Non dovrebbe averli visti, loro sono più in alto, protetti dall’automobile. Eppure forse ha intuito qualcosa e voleva fare il simpatico. I due improvvisamente si separano e saltano nell’auto, entrambi dalla stessa portiera posteriore, uno sopra l’altro, distesi sul sedile. La situazione è persino migliorata, pensa Khaled che adesso ha infilato una mano nello spacco del sedere di lei. Selina evidentemente considera la cosa un po’ troppo, prende la mano e gliela sposta. Se la mette su un fianco, poi in mezzo alla schiena, poi su una natica, infine la rimette fra le gambe, esattamente dove stava prima: evidentemente è quello il suo posto. Però vuole fare altrettanto, vuole avere tanta libertà quanta ne ha Khaled e anche lei mette una mano fra le chiappe del ragazzo. Lui non se lo aspettava e fa un salto, quasi sbatte la testa contro il cielo dell’auto, poi capisce che non è affatto sgradevole e si adegua.
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