“Fatima…?”

“Fatima…?”, sussurra Khaled accarezzando la testa della sorellina a letto.
È vinuto Khaled! Eviva!“, dice lei voltandosi all’improvviso e gettandogli le braccia al collo. Da quando è ricoverata, è la prima volta che reagisce in maniera così giocosa ad un visita del fratello.
“Pensavo che stavi dormendo… Invece volevi farmi uno scherzo!”
Ero già nasconduta sotto li coperti…“, dice Fatima con un italiano molto incerto.
“Si dice nascosta, non nasconduta…”, la rimprovera Khaled.
Sei spavintato ancora…?“, continua Fatima, fingendo di non aver sentito la correzione.
“Sì, sì. Ho il cuore che batte…!”
Giochiamo…?“, chiede Fatima, guardando Khaled con due occhioni enormi ed un’espressione ridicola accentuata dai capelli ricci ancora schiacciati dal cuscino.
“A cosa?”, chiede Khaled lanciando una lunga occhiata all’infermiera appena entrata. A Khaled piace l’idea di sfruttare la simpatia che suscita nella sorellina per far bella figura con le giovani infermiere che spesso girano per i corridoi dell’ospedale. “Nascondino…? Hai voglia?”
Giochiamo a qualcosa di calmo…“, dice Fatima che già appare più stanca rispetto a quando è entrato Khaled. Lui si fruga un secondo in tasca, poi si ficca una mano in bocca e fa finta di tirare con tutte le sue forze, come per strapparsi un dente. L’infermiera lo guarda di nascosto, sorridendo, continuando a fare quello per cui è entrata. Alla fine Khaled tira fuori la mano di bocca e mostra alla sorella quello che ne ha cavato: una sferetta d’acciaio, probabilmente recuperata da un cuscinetto delle ruote dello skate.
Giochiamo a troba il dente d’oro…“, dice Khaled con una voce da vecchietto, coprendosi i denti con le labbra rinserrate all’indentro, come se fossero gengive. Si porta le mani dietro la schiena e poi sottopone due pugnetti identici a Fatima, perchè indovini dove sta il dente. Fatima lo guarda un po’ preoccupata, indecisa se credergli o meno, poi chiede.
I hai ancora tuti i denti, vero? Non te lo hai strappato…?”
Questa volta Khaled non ha l’orecchio per sentire l’errore, ma anzi lo conferma.
“No che non me l’ho strappato…asino!”
“Per fortuna…”, si rassicura Fatima, ma un po’ di sospetto le è rimasto, anche perché il fratello ha ancora quella brutta espressione sdentata.
“Giochiamo a qualcosa altro…?”
“Tipo?”, dice Khaled che in condizioni normali si sarebbe già spazientito e avrebbe lasciato la sorellina a trastullarsi con le sue bambole.
Khaled, mi raconti una fiaba?
“Così? A mani nude? Senza leggerla? Come faccio?”, dice Khaled incerto, incapace di superare una prova tanto ardua, atterrito che entri qualcuno mentre sta improvvisando di principi e draghi.
“Che fiaba? Una storia con Sinbad ed il Roc? Una di quelle che Sherazad racconta al Sultano?”
“No, queli me le raconta mamma. Una nuova. Inventa tu…”
Khaled non ha proprio idea da che parte cominciare, poi pensa a qualcosa di bello da raccontare ad una bambina malata, qualcosa che parli d’amore, e subito gli viene in mente che c’è una novità importante nella sua vita. Non avrebbe mai raccontata una cosa del genere a sua sorella, normalmente, ma adesso può facilmente trasformare i suoi segreti in una fiaba.
“C’era una volta una principessa di nome Fatima…”, inizia Khaled, dovendo subito inventare un nome per il suo amore, incontrato soltanto una volta e decidendo di dargli proprio quello della sorella. “Lei non sapeva di essere una principessa e non sapeva nemmeno che Fatima non era il suo vero nome. Tutto il suo passato era stato cancellato e Fatima viveva in un paese lontano dal castello dei suoi genitori, nella casa di due anziani cattivi. Oltre ad essere una principessa, Fatima era anche molto bella e aveva tanti spasimanti. La sua matrigna non voleva farla uscire e la teneva in casa a cucinare lunghi serpenti d’acqua chiamati anguille che poi la vecchia vendeva al mercato…”
La bambina, nonostante gli sforzi per restare sveglia ed ascoltare la bellissima favola del fratello, sembra essersi già addormentata e Khaled le accarezza la testa e si alza per andarsene. Un colpo di tosse scuote il piccolo corpo, forte, ma non a sufficienza da svegliare la bambina. Khaled scorge però tracce di saliva e di sangue sul cuscino. Le era sembrato che Fatima stesse meglio, rispetto alle visite precedenti, ma evidentemente la malattia non è ancora stata sconfitta definitivamente. Un brivido freddo gli percorre la schiena mentre esce dalla camera della sorella e sente una specie di crampo allo stomaco ed un rigurgito di succhi acidi risalirgli fino quasi alla bocca.
scarica il pdf

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...