“Voi non dovete usare droghe…”

“Voi non dovete usare droghe, voi non dovete usare stupefacenti. Allah è contrario perché soltanto lui può portare pace oppure gioia oppure eccitazione nei vostri spiriti. Tutti sanno che Allah è contrario all’alcol, ma tutti devono sapere che Allah è contrario anche all’uso di droghe. Allah odia i tossicodipendenti…”
Il predicatore Alì Assad Al Magrebi su Tele Brescia sta portando avanti una campagna molto serrata in questi ultimi giorni di agosto contro l’assunzione da parte dei veri mussulmani di hashish, marijuana, cocaina e qualsiasi altra porcheria, sintetica e non, possa essere reperita sul mercato della droga.
È stato Massoud a convincerlo, dopo essersi reso conto che l’uomo che li stava minacciando per far ritirare i loro figli da scuola era anche il primo commerciante di sostanze tossiche in città.
“Alì Assad, tu mi devi aiutare… quello non si fermerà davanti a nulla. Quello non ha paura di nessuno, non lo comanda nessuno. È inutile aspettarsi qualcosa dalla polizia, è inutile pensare che cambierà idea spinto dalla compassione. Tutto ciò che possiamo fare è rendergli svantaggioso avere l’intera comunità musulmana contro. L’unica lingua che capisce è quella del denaro e noi è quell’alfabeto che dobbiamo usare…”
Massoud non usa queste parole a caso: è stato davvero dalla polizia a sporgere denuncia, ricevendo in cambio solo una serie di domande: “Quel’è il suo nome?”, ripetuta tre volte, “che lavoro fa?”, ripetuta sei volte, “chi è che vuole denunciare?”, una volta sola, “ma… che prove ha a suo carico?”, anche questa ripetuta una volta sola. I poliziotti hanno poi stilato la denuncia, negando però a Massoud la possibilità di rimanere anonimo. Il quale ha pensato bene di ritirarla, la denuncia, onde evitare ulteriori e dirette ripercussioni.
Un paio di giorni dopo la visita in commissariato, Massoud ha provato persino a scrivere una lettera anonima a Scutellaro in cui si diceva al corrente della sua responsabilità nel ricatto ai bambini stranieri e chiedeva, anzi supplicava un atto di clemenza per delle creature innocenti.
NOI NON CAPIAMO NEPURE PIRCHE DI KUESTE SUE MINACE, recitava la lettera vergata con ritagli di giornale e fatta recapitare tramite uno dei tanti ragazzi che distribuiscono volantini pubblicitari nelle cassette della posta. Il giovane era stato attentamente istruito su dove consegnare uno di questi opuscoli debitamente farcito con un foglio in più. KUELO CHE CHEDIAMO E’ UN ATO DI CLIMENZA. RINUNCIA AL TUO RICATO E PER NOI SARA’ COME NON E’ MAI SUCESSO.
Massoud aveva aggiunto degli errori di grammatica, per rendere più toccante la richiesta, ma soprattutto per camuffare in qualche modo la sua voce. Temeva di essere riconosciuto, magari proprio per un’imperfezione sintattica sua tipica e perciò aveva ritenuto opportuno inserire nella lettera strafalcioni che sicuramente lui non era solito fare. La missiva non aveva sortito alcun effetto, anzi, alcuni giorni dopo, una nuova offesa era stata recapitata nelle loro case: un diario scolastico in cui tutte le pagine dopo quella del primo giorno di scuola erano state brutalmente strappate. A quanto pareva, ai bambini extracomunitari era concesso un solo giorno di scuola, il primo. Se si fossero presentati, sarebbe scattata immediatamente la ritorsione.
A questo punto Massoud ha deciso di giocarsi l’ultima carta e cercare di colpire Scutellaro nel vivo dei suoi interessi. Non sapendo come muoversi, ha chiesto consiglio all’imam il quale ha suggerito di appoggiarsi ad Alì Assad Al Magrebi, il principe indiscusso della televisione bresciana in chiave islamica. Il quale, coraggiosamente, ha accettato la sfida: ripulire le narici e le vene di tutti i bresciani musulmani delle sostanze che gli vengono vendute dai miscredenti italiani.
“Il vostro spirito deve rimanere lucido. Allah non è contrario allo stare bene, ma stare bene non è sinonimo di oblio, di perdita di coscienza. Il vero musulmano rifugge dal divertimento estremo, il divertimento di chi non sopporta più di essere uomo…”, continua il suo sermone televisivo Alì Assad.
Massoud non ha però alcuna evidenza che questa campagna possa portare frutti, soprattutto non nell’immediato e perciò, contemporaneamente, si sta anche impegnando nel convincere le altre famiglie a mandarceli, i bambini, a scuola. In molti infatti hanno espresso l’intenzione di tenerli a casa, per paura, ma anche per ignoranza, pensa Massoud. La sua impressione è che alcuni genitori mandassero controvoglia i loro figli e soprattutto le loro figlie nelle scuole italiane – un po’ per la spesa eccessiva, un po’ per il tipo di insegnamento troppo aperto – e che le lettere della ‘ndrangheta siano subito diventate la scusa perfetta per toglierli dalle classi e tenerli a casa, magari a dare una mano alle madri nei lavori domestici o per portarli in negozio, in pizzeria, al mercato, per chi ha un’attività in proprio.
scarica il pdf

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...