Da dieci giorni

Da dieci giorni la produzione è praticamente ferma e gli operai che non partecipano alla protesta restano a casa tre giorni su cinque in regime di cassa integrazione. Degli uffici, non si vede più Sella il disegnatore, il primo ad aver trovato di meglio, la timida Camilla, tornata a vivere con i genitori per minimizzare le spese ed è sparito anche Martini, ormai detto da tutti il civetta, dopo che un articolo del Gazzettino Mantovano l’ha sbugiardato descrivendolo fisicamente. Martini è ancora un dipendente solo perché nessuno, nella confusione vigente, ha pensato di mandargli una lettera di licenziamento, ma è chiaro che se Alcide se lo trova fra i piedi lo ammazza.
Nel gazebo di solito ci stanno, oltre alla Giusy naturalmente, i tre del sindacato di base: Niccolai, Denti e Saviola; poi bisogna contare Lazzari, più perché segretamente innamorato della Giusy che per reale impegno politico, Folco, che comunque non tiene molta compagnia e con i giornalisti non aiuta affatto e il giovane Musumeci dell’officina, reparto verniciatura. Ogni tanto passano i fratelli Capotondi con un salame e una bottiglia di vino, per tenere alto il morale. Da bravi saldatori col patentino, sanno che possono riciclarsi quando vogliono e non si preoccupano di nulla, ma solidarizzano con i colleghi per naturale empatia. Alle volte si vede anche Bruno il pensionato, ma anche lui, grazie al suo essere esperienziato ed esentasse al contempo, ha trovato immediatamente lavoro presso un lattoniere cento metri più indietro.
“Chissà se Maicol sarebbe stato dei nostri…”, domanda ad alta voce Lazzari, con un filo di amarezza, una volta stappata la bottiglia ed affettato il salame.
Giusy e Musumeci sono convinti di no, che sarebbe rimasto attaccato ad Alcide, ma non se la sentono di esprimersi, come se stessero parlando male di un defunto e lasciano cadere l’argomento.
“Brindiamo comunque alla salute…!”, propone sbrigativamente il minore dei Capotondi, assetato e affamato, con quell’inflessione tipica bresciana che sembra lasciare la frase in sospeso per poi chiuderla con un punto esclamativo.
Visti da fuori, difficilmente potrebbero sembrare una falange di operai in rivolta e darebbero piuttosto l’impressione di essere un gruppo eno-gastronomico nato in seno all’azienda. L’unico ad avere almeno il physique du rôle è proprio Musumeci che, come tutti i verniciatori, in un paio d’anni ha potuto coltivare indisturbato una discreta panza, dei lunghi capelli rasta e due braccia completamente tatuate. Canta in una band reggae e questa condizione di protesta per lui è una vera fortuna, fornendogli contemporaneamente tempo ed argomenti per scrivere i testi delle canzoni.
Lavorare stanca, non è una novità-à
Ma con le parole nessuno ci campa
Se quando guadagni t’allarghi la villa
Poi ci pianti a casa che il mercato vacilla
Clienti e soprattutto fornitori sono spariti da tempo, a parte forse Maurizio della DAFF di Carpenedolo che insiste a passare con l’Ispettore di Zona di DAFF Italia. La Forex era il miglior cliente del concessionario e Maurizio ancora non si capacita delle mancate vendite che sta accusando.
“Ragazzi come andiamo? Tutto bene? Tenete duro, mi raccomando che noi abbiamo bisogno di voi! Io sono indietro con gli obbiettivi e anche l’Ispettore fatica a raggiungere gli stessi numeri dell’anno scorso, ma so che insieme possiamo farcela. Adesso passo da Alcide a vedere come va, poi vi racconto quello che mi ha detto!” chiude come sempre in volata, Maurizio, re dell’ottimismo. L’Ispettore, due passi indietro, saluta con un sorriso sincero, ma non apre bocca, ostaggio dei suoi numeri e dei venditori che glieli garantiscono.
Chi si fa vedere con una frequenza sospetta è invece Carmine. Arriva in moto e spesso non entra neppure dal cancello, si ferma nel gabbiotto e fa due chiacchiere coi presenti.
“… con Alcide ormai non si riesce più a ragionare, è cumu nu lignu stuortu… è meglio se cercate qualcuno che rileva l’azienda…”, dice, poi si guarda intorno e controlla che tutti lo stiano ascoltando.
“… questo Gnutti lo conoscete? Io l’ho incontrato una volta, non mi è sembrato ‘sto arcu e scienza, però dice di voler entrare nel businness dei refrigerati…”, continua accendendosi una sigaretta.
… i miei amici sarebbero disposti a finanziarlo, ma vorremmo capire prima che tipo è… Se è uomo di fiducia…” Carmine ha assunto un atteggiamento da santone, da padre spirituale, ultimamente.
“Voi sareste disposti, in un cambio di proprietà, a vedere ridotti gli stipendi… inizialmente, si intende…”
“Non è che vi fate influenzare dai sindacalisti…”, dice guardandoli negli occhi, in segno di sfida “quelli lì il lavoro ce l’hanno, voi no… loro sono pagati per stare qui… voi lo fate a gratis”
Arriva, dispensa consigli e lancia accuse, poi se ne riparte, spesso senza lasciare il tempo a nessuno di replicare, o di fare domande. Sta spianando la strada all’arrivo dei suoi amici, convinto che la loro forza sia ineluttabile come quella del fato.
scarica il pdf

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...