Una cupola dalla forma vagamente capezzoidale

Una cupola dalla forma vagamente capezzoidale si staglia su di un cielo grigio a coprire tutto un mercato di gente indaffarata in traffici di favori e scambi di relazioni. È la sede mondiale della gran massoneria d’occidente e d’oriente, di settentrione e di meridione. È la madre di tutte le società, segrete e pubbliche, occulte o palesi di questo formichesco globo sublunare. Sotto questa gigantesca tetta tutti, uomini e donne, cercano e trovano protezione, una lettera di presentazione, una referenza, una spinta, un finanziamento, al limite un prestito seguito da una sfilza di cambiali da firmare.
Per poter accedere alla loggia segreta e mammaria, una speciale procedura prevede il bacio del bambino, un complesso rito iniziatico che comprende, tra l’altro, la visita a casa del potente di turno, con annessi vivissimi complimenti alla prole, indispensabile per aprire le porte del favore e della raccomandazione. Altri riti di iniziazione sono possibili: patti di sangue sanciti con lo spillo, immersioni nell’acqua, unzioni con l’olio col vino col latte con l’uovo, il taglio dei capelli, del prepuzio, dell’imene.
Tutte le affiliazioni, tutti i battesimi hanno in comune gli stessi significati, spesso rappresentati dalle stesse metafore, dagli stessi simboli: la morte dell’uomo vecchio, il cambiamento, la rinascita dell’uomo nuovo.
Tutte si riducono alla fine in uno scambio di favori.
A Los Angeles, Scientology recupera adepti fra gli attori, le persone di spettacolo, promettendo scritture immediate nelle produzioni hollywoodiane; a Milano, Comunione Liberazione rappresenta la porta d’accesso al palazzo della Regione; l’ordine dei Beati Paoli istituiva alla bisogna un tribunale privato in cui regolare i propri conti personali; carboneria e massoneria hanno fatto l’Unità d’Italia, stando ai libri adottati dalle scuole elementari; nell’Italia degli anni Trenta per accedere a qualsiasi carica serviva la tessera del partito di Mussolini (questo sì che è fare di tutta l’erba un fascio).
Da David Crocket a Silvio Berlusconi, da Mozar a Tom Cruise, da Silvio Pelico a Walt Disney, da Collodi a Licio Gelli, una infilata di personaggi delle più diverse provenienze, dalla scienza alla politica, è stata iscritta a vario titolo ad una società ispirata al miglioramento dell’uomo, al perseguimento del bene comune, alla costruzione della società ideale. Salvo poi escludere alle volte le donne, alle volte i negri, alle volte gli omosessuali.
Eppure, nonostante gli obiettivi siano gli stessi, nonostante le migliori intenzioni, ogni setta è nella pratica in opposizione a tutte le altre. Il Vaticano, sede di una congregazione religiosa iniziatica e misterica, ancora in un documento del 1983 prevede la scomunica per tutti gli affiliati alla massoneria; il Partito Nazionalsocialista Tedesco, associazione xenofoba ed antisemita attiva principalmente negli anni Trenta e Quaranta in Germania, sciolse le Grandi Logge deportando i membri nei campi di concentramento; al Qaeda, nato come centro di addestramento dei mujaheddin contro le truppe sovietiche, dopo la caduta del Comunismo in URRS sposta il suo campo d’azione contro il Capitalismo dl’America; i membri del Ku Klux Klan, corrente razzista del partito Democratico negli stati del sud degli Stati Uniti, erano ferocemente anticomunisti oltre ad essere, in quanto Protestanti, decisamente anticattolici. Secondo Hubbard, padre fondatore dell’organizzatore, nemica principale di Scientology è la setta degli psichiatri (sic). I testimoni di Geova non ammettono la donazione del sangue, chissà perciò cosa pensano degli iscritti all’AVIS, ma il fondatore dell’AVIS era iscritto alla massoneria e questo, come dire, chiude un cerchio.
Essere affiliato ad una società segreta significa fare un patto col diavolo, vendere la propria anima ad una causa comune per poter entrare a far parte di un gruppo nella speranza di ottenerne dei benefici. Sposarsi ad una qualunque di queste organizzazioni, comunque, ma anche avere una tessera di partito, iscriversi ai sindacati, far parte di un albo professionale, quello dei notai per esempio, di una confederazione, quella dei consumatori, di una lobby, quella dei tassisti, significa scendere a patti col demonio, svendere la propria autonomia di pensiero, sputtanare la propria libertà d’azione. Significa di sicuro dover accettare dei compromessi, far proprie le scelte prese dalla nomenclatura, dal gota, dal comitato. Al limite, anche essere dipendenti in un’azienda vuol dire aver venduto la propria anima al titolare, al direttore, persino al capoufficio, alle volte.
Perché la società tutta è un patto col diavolo.
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