Cochi – Chennai, 01.01.2015 – 20.01.2015

monaco che dormeNon è stata una vacanza, è stato un viaggio. Senza una meta vera e propria, piuttosto con un percorso ed una serie di tappe e l’intenzione di immergerci più possibile nelle usanze e nella cultura del popolo indiano. Mezzi pubblici, camere affittate in case private e bagni di folla alla ricerca di un India più autentica di quella dei resort e dei centri Ayurvedici. Questo ha voluto dire cercare di comprendere la loro logica e soprattutto accettare di aver sempre bisogno dell’aiuto degli sconosciuti visto che il sistema non prevede mai spiegazioni, schemi, orari, cartine. In Kerala è stato più semplice: molti parlano inglese, forse in virtù delle tante scuole cattoliche. In Tamil Nadu abbiamo incontrato maggiori difficoltà, ma in ogni caso siamo arrivati ovunque volessimo arrivare. Continua a leggere

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Chennai – Delhi, 20.01.2015

Delhi-AirportIl nostro volo arriva a Delhi con un’ora di ritardo. Gli schermi danno il gate per Malpensa già chiuso e noi cominciamo a correre. Trattandosi di un volo internazionale, dobbiamo passare dalla dogana, poi rifare i controlli attraverso i metal detector. Qui la coda è interminabile e per un incomprensione con i funzionari io e Franci veniamo separati. Lei seguirà una trafila diversa dalla mia. Di male in peggio. Ogni tanto un addetto arriva trafelato e chiama ad alta voce i passeggeri di questo o quel volo per farli uscire dalla coda e portarli direttamente al gate. A me non viene riservato questo trattamento di favore e non so se è perché il mio volo è già partito o se è perché in fondo c’è ancora tempo. Passo i metal detector, ritrovo Franci che si sta rimettendo le scarpe. Corriamo per lunghi corridoi deserti ed alla fine saliamo su un aereo vuoto a metà, convinti che il personale di volo stesse aspettando solo noi per dare il via alle manovre necessarie al decollo. Rimaniamo fermi ancora un’ora, in attesa di altri passeggeri che arrivano alla spicciolata, ciascuno da un punto diverso di quell’immenso subcontinente che è l’India. Franci ha già preso le sue pastiglie e sprofonda in un sonno artificiale. Io scrivo gli ultimi appunti appoggiato al tavolino del sedile, scambiando qualche battuta di tanto in tanto con il passeggero di fianco, un italiano la cui azienda ha degli stabilimenti vicino a Delhi.

Chennai, 19.01.2015 – pomeriggio

scriba bancaUsciti dall’ufficio del funzionario e dal Guindy Park, piuttosto incavolati, raggiungiamo la Teosophical Society. Impieghiamo mezz’ora, ma non è il calvario che temevamo. La strada, molto trafficata, ha il marciapiede e persino dei tratti all’ombra e ci regala due incontri: un gruppo di uomini travestiti da donne che suonano tamburelli e chiedono offerte ed alcuni impiegati seduti in terra di fronte ad una banca che compilano i moduli per i clienti analfabeti. Continua a leggere

Kiss Of Love – Le backwaters

kottayamKabeer, Franci e Gio si scattano un mucchio di foto reciproche, in tutte le combinazioni possibili: Kabeer e Gio con la macchina fotografica di Franci, Franci e Gio con il cellulare di Kabeer, Kabeer e Franci con il tablet di Gio, Gio e Kabeer con il cellulare di Kabeer, Franci, Kabeer e Gio grazie all’aiuto di un passante con la macchina fotografica di Franci, il tablet di Gio, il cellulare di Kabeer e pure quello del passante che evidentemente ha trovato la scena interessante ed vuole serbarne un ricordo. Poi i tre si salutano e prendono strade differenti. Continua a leggere

Chennai, 19.01.2015

brochure guindy parkDi Chennai ci spaventa il traffico, le distanze, la puzza e l’inquinamento, ma abbiamo in mente un paio di mete ben studiate per sfuggire a questi mostri. La prima è il Wild Life Natural Reserve all’interno del parco Guindy, in pieno centro città, e la seconda è di nuovo la Teosophical Society.
Partiamo dalla riserva naturale: dalle fotocopie che ci hanno lasciato all’ufficio turistico all’arrivo a Chennai tre giorni fa, capiamo che serve un permesso per accedere alla riserva naturale. Dopo aver quasi litigato io e Franci a causa di cento rupie che il guidatore di tuk-tuk ci rifiuta in quanto strappate in un angolo, cosa che mi fa sbottare di rabbia e che Franci interpreta come uno sfogo nei suoi confronti, ritroviamo la calma e chiediamo indicazioni al bigliettaio all’ingresso dello zoo che ci fa parlare con un responsabile che ci indica di rivolgerci direttamente ad un ufficio all’interno del parco che però è vuoto e nessuno si presenta finché non chiediamo per la terza volta se arriverà qualcuno al custode che si attiva e va a chiamare di nuovo il responsabile che ci raggiunge e, dicendoci che aspettavamo nel posto sbagliato, incarica un secondo custode di accompagnarci nel posto giusto, un edificio al di fuori dello zoo, introvabile con le prime indicazioni ricevute. Continua a leggere

Mamallapuram – Chennai, 18.01.2015

ImmagineTorniamo nella metropoli con un autobus con aria condizionata che costa il triplo di quello dell’andata ed è riempito la metà. Cerchiamo di capire quanto riusciremo ad avvicinarci al nostro quartiere con questo mezzo interrogando il controllore, senza successo, ma quando, arrivati in città , dobbiamo cambiare mezzo, ce la caviamo perché nel frattempo ci siamo fatti un amico che va nella nostra stessa direzione e ci indica quale autobus prendere. Questo è ovviamente stracolmo e la cosa causa parecchio disappunto nel giovane che vorrebbe vederci comodamente seduti, come si addice a due ospiti di riguardo come noi. Fa di tutto anzi per metterci a sedere ogni volta che si alza qualcuno per scendere, ma noi siamo distratti, lenti e soprattutto non abbiamo intenzione di sgomitare come sarebbe necessario e ci lasciamo sfuggire parecchie occasioni. Continua a leggere

Mamallapuram, 18.01.2015

altorilievo mamallaIeri tutti in spiaggia, oggi tutti in gita! Mamallapuram è una cittadina a 50 km da Chennai, famosa per il tempio e per il sito archeologico a ridosso della spiaggia. A sentire i commenti delle persone a cui chiediamo suggerimenti per raggiungerla, tutta la città avrà la nostra stessa destinazione, un po’ come il lunedì di pasquetta che tutti partono al mattino per il pic-nic fuori porta. Infatti per arrivarci ci impieghiamo l’intera mattinata. Rispetto ai trasferimenti in Kerala, questo è un calvario. A ben vedere era quello che ci immaginavamo da casa sarebbero stati i viaggi in India, erano gli spostamenti in Kerala che avevano del miracoloso, ma ormai ci eravamo abituati a quello standard ed ora le difficoltà ci scocciano. In Tamil Nadu, abbiamo sempre fatto più fatica ad ottenere informazioni, ma oggi nemmeno riusciamo a riconoscere come una stazione lo spiazzo in cui ci ha abbandonato il tuktukista, saliamo e scendiamo dallo stesso autobus ad una fermata di distanza per una incomprensione con il controllore ed alla fine ci ritroviamo incastrati in un mezzo colmo all’inverosimile. Due ore in piedi subendo frenate e pestoni di piede. Continua a leggere

Chennai, 17.01.2015 – continuazione

folla chennaiAffollata è dire poco! Questa è Woodstock durante il concerto che ne so, dei Greatful Dead! Di più! Ci sarà almeno un milione di persone riversate tra la spiaggia ed il lungo mare. E a radunare qui tutta questa gente il nulla più assoluto: niente musica, niente cibo, alcol, stupefacenti o sesso. Senza ombra o quasi, persino. Gli indiani sono così, senza pretese, in un certo senso autentici giocherelloni. Si radunano, si siedono per terra, mangiano con le mani, guardano il mare senza fare il bagno e si scattano foto. Tante foto. E ne scattano a noi. Soprattutto a noi. Anche oggi il quarto d’ora di notorietà è assicurato. Gruppi interi di ragazzi si fermano, ci abbracciano e ci immortalano con i loro smartphone. Continua a leggere

Chennai, 17.01.2015

Statua museoNuovo giorno, nuova avventura! Il museo statale è abbastanza vicino al nostro albergo e decidiamo di raggiungerlo a piedi, non senza qualche difficoltà, vista l’assenza di indicazioni ed un sistema stradale che non si scandalizza all’idea che i pedoni camminino lungo il ciglio di superstrade a due corsie per senso di marcia. Ovviamente la cosa a noi risulta invece particolarmente sgradevole.
Il museo è meno bello di quello visitato a Trivandrum. La sezione scientifica presenta una miscellanea di argomenti senza approfondirne nessuno e risulta invece più interessante la sezione artistica, con le sculture in pietra ed in bronzo degli idoli indiani. Miglioriamo la nostra conoscenza del pantheon induista, separiamo le divinità riconducibili a Shiva da quelle legate a Vishnu, incontriamo di nuovo la scimmia Hanuman, quella che reca in mano una intera montagna medicinale, la mia divinità prediletta. Ne avrei bisogno anch’io, visto che anche oggi si è aggiunto il mal di pancia alla lunga lista di fastidi che mi affliggono dall’inizio della vacanza. Forse ho mangiato qualcosa che non mi ha fatto star bene, forse le ultime bananine fritte che ci portiamo appresso da Cumily, mangiate ieri per noia, in stazione aspettando il treno. Continua a leggere