Biancaneve e Marja

Biancaneve e Marja dovevano incontrarsi alle sette a casa di Marja, ma sono le sei e mezza e Biancaneve è ancora al lavoro e questo significa che arriverà tardissimo, pensa Marja dopo aver sentito l’amica per telefono. Ma lei non può attendere, quello che deve raccontare all’amica è troppo importante e le risposte che si aspetta dall’amica sono troppo urgenti e perciò, anziché aspettarla a casa, si veste ed esce, per raggiungerla in un bar vicino all’azienda dove lavora.
Perciò, quando Biancaneve arriva al bar, Marja è già seduta al tavolino da un po’ e da un po’ tutti gli avventori se la stanno mangiando con gli occhi. Gli stessi, quando vedono Biancaneve entrare nel locale, nemmeno si immaginano che sia lei la persona che quel pezzo di gnocca sta aspettando da un po’. Marja è come al solito in minigonna e tacchi altissimi, perfettamente curati i capelli e vistosamente truccato il volto. Marja sembra invece appena uscita dalla lavatrice. I capelli scarmigliati e sudati, il volto arrossato dalla corsa per arrivare con un ritardo decente, la tuta comoda che usa per andare e venire dal lavoro, le scarpe da ginnastica sformate. Quando si salutano e cominciano a chiacchierare, per i maschi del bar è come se un uccello del paradiso si mettesse a cinguettare con un piccione di Milano.
“Ciao Marja, come sei bella!”
“Lascia stare guarda, preferirei essere cesso”, attacca Marja e Biancaneve istintivamente completa la frase con un “come te”, ma subito dimentica questa mezza gaffe, perché sa che Marja non lo pensa affatto.
“Perché, cos’è successo?”, chiede invece, seriamente preoccupata.
Marja racconta tutti le ultime vicende di Alcide, dal fallimento al pestaggio e vede la faccia dell’amica farsi sempre più seria, finché non arriva alla richiesta del marito di prostituirsi per raccogliere un po’ di contante prima di fuggire.
“Brutto figlio di puttana!”, esplode Biancaneve che in qualche modo ricambia così la gaffe di prima dell’amica, sia perché Alcide è comunque suo marito, sia perché usare il termine puttana come un insulto non è la cosa migliore da fare per consolare chi ha di fronte a sé proprio questo destino.
“Oh, scusa, non volevo… E tu cosa hai intenzione di fare?”
“No so, Neve. No ho idea. Tu cosa consigli?”
“Io il mio consiglio te l’ho già dato altre volte…”
“Lo so ma… adezo… come facio…?”
Biancaneve in generale sopporta malvolentieri i mariti delle sue amiche, tutti porci ubriaconi zotici buoni a nulla, a sentire lei. Ma per Alcide ha una vera e propria ripulsione e tante volte in passato ha suggerito a Marja di mollarlo. Fino ad oggi, quei consigli erano parsi del tutto incomprensibili a Marja che di fronte agli occhi ha sempre avuto la povertà o quanto meno le difficoltà delle sue amiche da confrontare con il suo benessere.
“Io no ce la facio a lasciarlo…”
“Vuoi prostituirti?”
“Che poso fare. Poso fare solo quelo!”
“Ma chi l’ha detto?”
“Ha deto Alcide…”
Biancaneve sbuffa e poi tracanna in un sorso tutta la birra che iil cameriere le ha appena portato. Le pulizie, l’idea stessa della polvere le mettono addosso sempre una gran sete. Poi si accorge che Marja la sta guardando con due occhi spalancati e chiede scusa con un sorrisino.
“Io posso chiedere al mio capo se serve qualcuno da noi…”
Anche stavolta l’espressione di Marja non lascia adito a dubbi. L’idea di passare la giornata a pulire uffici e condomini le sembra altrettanto degradante quanto quella di fare marchette. Biancaneve non ha altre soluzioni alla mano e resta in silenzio per qualche minuto. Poi prende coraggio e ricomincia a parlare, dicendo quello che mai avrebbe raccontato ad anima viva, in circostanze normali.
“Sto facendo anch’io sesso per soldi, da un po’…”, inizia, incera.
“Tu…?!”, esclama Marja, con un sorriso beffardo. Se anche la sua migliore amica è ridotta a questo, allora non sono i suoi errori ad averla portata sull’orlo del baratro, è il destino oppure sono i nostri tempi o vuol proprio dire che è normale che vada a finire così.
“Sì, ma solo con una persona… e poi non è per soldi… è quasi un favore personale… lo faccio solo per lui… è una persona speciale… e poi non è lui a pagarmi…”
Tutte queste giustificazioni agli occhi di Marja servono solo a convincerla che allora è vero che le donne sono tutte uguali e che anche Biancaneve, con tutti i suoi buoni consigli, con tutta la sua saggezza, non è affatto diversa da lei e da tutte le altre.
“E poi insomma, te l’ho detto solo perché se vuoi potrei passarti il cliente…!”, conclude Biancaneve, rossa in viso. “Ti assicuro che sarebbe il migliore possibile, il più carino, dolce e delicato ragazzo che potresti trovarti fra le gambe…”
Si tappa la bocca Biancaneve, dopo aver detto una volgarità simile, poi sorride di un sorriso dolce, sincero.
Biancaneve si sta un po’ innamorando di Luca e non lo sente come un cliente, come vorrebbe far credere a Marja, ma come un amico. Per questo non vuole più essere pagata, vuole essere amata. Ma non sa come rompere con Luca questo tipo di relazione per poi riprendere un’altra di tutt’altro genere. Ha bisogno di un escamotage e Marja potrebbe essere proprio l’elemento di rottura. Dopo essere stato con lei, Luca sarebbe in grado di decidere e se a quel punto scegliesse di nuovo Biancaneve, sarebbe amore e non più solo sesso.
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