Biancaneve Cardiu

Biancaneve Cardiu sta finendo di pulire le scale del condominio numero 37 di via Milano quando si sente flebile una musica che via via aumenta di volume fino a rivelarsi per quello che è: la sigla iniziale di x-files, una fiction anni novanta sugli alieni che adesso sta riscuotendo un enorme successo in Romania.
“Pronto?”, dice Biancaneve, incerta. È raro che squilli il cellulare e lei è sempre indecisa se rispondere o meno, sul lavoro. Non vuole che qualcuno si lamenti che perde tempo o che disturba i condomini.
“Biancaneve buongiorno… Sono la signora Duso, l’amministratrice del 37 di via Milano… so che lei dovrebbe essere lì in questo momento, vero?”
“Certo. Sto finendo le scale, poi per oggi ho fatto…”
“Volevo chiedere se può passare un attimo in cantina. Ci sarebbero i bidoni dei rifiuti da svuotare. Lo spazzino comunale sembra non passare più da un po’ di tempo… i condomini si stanno lamentando della puzza che esce da lì… potrebbe occuparsene lei? Dovrebbe anche portarli alla discarica, i rifiuiti, perché alla raccolta differenziata quelli non li vogliono… poi rimarrebbero lì dei mesi…”
Gaia Duso sente un vuoto dall’altra parte della cornetta e non sa se la linea è ancora attiva o se è caduta.
“Pronto? È ancora lì?”, tenta incerta la signora Duso.
“Certo…!”, risponde un po’ scocciata Biancaneve. Come possono farle una richiesta così? Doveva essere concordato in azienda, prima, lei non può andare in giro per la città a scaricare rifiuti. Se succede qualcosa la licenziano di sicuro.
Gaia Duso sa di aver chiesto un servizio fuori dallo standard alla donna delle pulizie. Ma questo non è nulla in confronto a quello che sta per domandare adesso.
“Dovessimo chiederle un altro servizio, sarebbe un problema?” “Molti condomini si lamentano degli schiamazzi che spesso vengono dall’appartamento dei Tomasoni…” “C’è da capirli, chiaro, la situazione è proprio difficile… due figli disoccupati… uno che non riesce quasi a camminare… l’altro che non si capisce come si guadagni i soldi per i vestiti e le moto sempre nuove…” “Comunque il problema sembra di più Luca… il maggiore… il disabile.” “…anche ieri… l’ennesima sfuriata!” “Perciò, insomma, tra gli inquilini circola un’idea… qualcuno ha letto sul giornale delle tecniche moderne per la salute psicologica degli handicappati…” “Ci sono anche alcuni inquilini che si sono opposti a questa decisione, beninteso… ma alla fine ai proprietari interessa poco… le lamentele arrivano da quelli che abitano qui…” “Allora io avrei pensato di chiederle… se per caso lei… non sarebbe disposta…”, la voce scende sempre più e contemporaneamente Gaia Duso sembra eccitata all’idea di quello che sta per chiedere, sembra esitare e non stare più nella pelle allo stesso tempo. “Ci chiedevamo se lei… non fosse disposta… insomma a fare sesso con Luca Tomasoni…! Per calmarlo, capisce. Per abbassare il testosterone del ragazzo…. Sa cos’è il testosterone?” “Sì…? Ha studiato davvero bene l’italiano, sa? Io non saprei dirlo testosterone in inglese… eppure è la lingua che conosco meglio… dopo l’italiano si intende…” “Non deve rispondermi subito, si capisce, può pensarci…” “…ma la prego non prenda male la mia richiesta…” “Non è dettata da alcun giudizio di valore su di lei… non è perché lei è rumena e si sa che le rumene… insomma… la danno via… e neppure perché lei fa le pulizie… è un lavoro onorevole… fare le pulizie… anche fare sesso con i disabili è onorevole… in un certo senso…” “Abbiamo deciso di chiederlo a lei perché ci è sembrato, in un paio di occasioni… che lei vada d’accordo con quel ragazzo… che anche lui sia in sintonia…” “Non è facile andare d’accordo con i disabili… si sa… non possiamo mica chiederlo alla prima per strada… hanno una sensibilità strana…. i disabili… estrema mi verrebbe da dire! Luca si offenderebbe se gli presentassimo una prostituta qualsiasi… presa sul marciapiede…” “Spesso pensano che tutto gli sia dovuto… i disabili… per via di quello che hanno perso… sono molto suscettibili… non lo sa nessuno come potrebbero reagire… anche se la nostra proposta è a fin di bene… per tutti… È d’accordo…?” “E poi insomma… sarei imbarazzata anch’io a chiederlo a qualcun’altra… mi ci vede? Fermarmi per strada, tirare giù il finestrino… chiedere quanto vuoi? Ma non per me… per un inquilino handicappato… no, troppo imbarazzante… troppo complesso anche… come faccio a sceglierla…? Faccio dei colloqui…? Metto un annuncio sul giornale…? No, non saprei nemmeno da che parte cominciare…!”
Gaia Duso sta terminando le argomentazioni, preparate ieri sera, ripassate a mente prima di chiamare.
“Non c’è bisogno di convincermi… ho già deciso… avrei risposto di sì anche subito…”, la interrompe, finalmente, Biancaneve.
“Ah. Sì…? Gratis?”, si butta d’un fiato Gaia Duso.
“No. Se avessi voluto farlo gratis l’avrei già fatto, senza aspettare lei… stessa tariffa che pagate all’impresa di pulizie. Se sto un’ora, mi pagate un’ora… se sto due, due. Quello che serve…”, dice Biancaneve che a dispetto dell’apparente serenità rivela nella voce le sue origini mitteleuropee, cosa che accade solo ed esclusivamente quando si sente sotto pressione o in imbarazzo.
“Va bene, va bene, ma certo… Ci mancherebbe altro… Ci fa un gran favore sa? Davvero un gran favore…”
“Prima mi ha detto che devo svuotare i rifiuti in cantina, giusto…?”, taglia corto Biancaneve, in larga misura stomacata dalla telefonata.
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