Benny oggi guida una vela

Benny oggi guida una vela pubblicitaria con un cervo a grandezza naturale nell’atto di saltare ed il marchio della John Deer Divisione Trattori nell’angolo in alto. Il camioncino è un Nissan del ’98, di quelli con il motore praticamente sotto il sedile ed il piantone dello sterzo che sale in mezzo alle gambe. Dovesse fare un frontale, verrebbe immediatamente castrato. E per di più, un attimo prima, quasi lo centravano all’incrocio. Benny non avrebbe mai detto di passare inosservato con un catafalco del genere, comunque, anche escludendo l’incidente, i suoi testicoli rischiano comunque la necrosi, a causa del calore che sale dal motore. Lo aspettano altre cinque ore seduto alla guida, in giro per la città, ed ha la netta sensazione che ancora parecchie cose possano andare storte, prima di sera. Benny si passa una mano sulla testa rasata e strizza gli occhi pensando ai 50 euro che gli daranno di paga anche oggi. Come tutti, ha un disperato bisogno di soldi, in questo momento.
“È che, in questo momento, ho bisogno di cose concrete…”, dice il venditore al suo disorientato compagno di viaggio.
“…ho bisogno di restare in contatto con la gente, sai, con mio padre che sta male…”
Prima della precisazione sullo stato di salute del genitore, il guidatore stava già partendo con un domanda, l’unica della giornata in pratica, più per farsi perdonare l’incidente sfiorato che per interesse e che ormai non riesce più ad intercettare e modificare, col rischio quindi di sembrare insensibile.
“Perché, quello che fai non è concreto?”
“No, c’è troppa politica in questo lavoro”, risponde il venditore che invece trova normale tornare all’argomento precedente, senza dare altre spiegazioni sullo stato di salute di suo padre.
“I bandi di gara, gli appalti, le grandi forniture… non sai mai cosa c’è sotto. Non sai mai se a vincere sei tu o il partito che rappresenti…”
“Non c’è soddisfazione, vero?”
“Vendere non è un lavoro, è una filosofia di vita… il venditore è uno che ama stare in prima linea, è uno sempre in trincea!”
Il vero venditore è alto, di aspetto curato, sicuro di sé. Veste in modo adeguato al suo cliente: deve apparire di successo, ma senza ostentare lusso. Il suo prodotto piace, ma lui non ci guadagna così tanto: è questo il messaggio che deve passare. Parla molto, il vero venditore, e parla molto più di sé che del prodotto. Il cliente compera entrambi nello stesso momento, ma le caratteristiche dell’oggetto se le è già studiate sui cataloghi, su internet. L’incontro serve a mettere in gioco le persone, i rapporti, la fiducia. Per questo il venditore non ha problemi a raccontare i fatti propri, anche ad una persona che incontra per la seconda volta forse.
“… me lo dicono tutti che dimostro qualche anno in meno! Ed è vero, ho questo viso senza rughe, mi tengo ben rasato così non si vedono i primi capelli bianchi. Questa è davvero una fortuna. Adesso che la mia compagna mi ha lasciato, ho ricominciato ad uscire e dimostrare qualche anno in meno fa comodo. Se n’è andata con il suo istruttore di nuoto… Mi sento solo, quando torno a casa…”
“Senti scusa, puoi fare una telefonata lì alla Forex, che ci dicano come si arriva… sennò giriamo qui intorno per un’ora…”
“Certo, chiamo subito… Beh, ti dicevo, che quando esco, mi rendo conto di piacere ancora, alle donne… Squilla occupato… provo sul cellulare… e per fortuna, perché il periodo è proprio brutto per me, con mio padre gravemente malato… Alcide! Sono Maurizio della DAFF di Carpenedolo. Sono con l’ispettore di area. Stiamo arrivando, ma non riusciamo a trovarvi nella Zona Industriale…”
La faccia del venditore cambia e subito non promette niente di buono. C’è stato un incidente in azienda, a quanto pare. Qualcuno si è fatto male. Non ha senso continuare. Possono anche tornare indietro, quello non è più giorno di visite.
“Peccato”, dice il venditore, messo giù il telefono.
“Peccato.”
“Possiamo visitare un altro cliente, se ti va.”
“Cerchiamo intanto di uscire da qui.”
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