“Se un amico o un conoscente”

“Se un amico o un conoscente vi chiede consigli per avvicinarsi alla nostra fede, voi dovete capire anche il carattere, la psicologia di questa persona. Perché qualcuno è in grado di assorbire subito tutti i precetti dell’Islam, il digiuno, la preghiera, l’elemosina, ma qualcun altro non può fare più di un passo per volta… e voi è bene che riusciate a comprendere queste differenze ed a comportarvi con ciascuno secondo…”
Il televisore sul mobiletto di legno e vetro sta trasmettendo il programma di Alì Assad Al Magrebi su Tele Brescia. Lo studio alle spalle dell’uomo è come al solito spoglio, senza abbellimenti, la luce uniforme, priva di colore. L’immagine asettica sullo schermo contrasta con il resto della cucina, colorata da una carta da parati anni sessanta e disordinata in cui ogni oggetto, ogni suppellettile sembra essere buttato in un posto a caso. Le tubature di rame corrono a vista lungo le pareti per portare l’acqua calda dal bruciatore ai caloriferi, incrociando i disegni della carta da parati anni sessanta con un effetto optical.
“C’è stata una nuova riunione a scuola…”, dice la signora Moussa.
“Perché?”, riponde distratto Khaled mentre si prepara un panino prima di uscire.
“È crollato un pezzo di tetto… un cornicione… in una delle aule all’ultimo piano”, dice lei a bassa voce, piegando la biancheria senza averla stirata.
“Però…!”, reagisce Khaled.
“Ma la preside ha detto che non c’è da preoccuparsi…”
“Se l’ha detto la preside… e perché ti hanno invitata?”
“Beh, Fatima risulta comunque iscritta… Avresti potuto anche andarci tu…”
“Perché…?”
“Perché così io potevo restare in negozio a dare una mano a tuo padre…
“Ah, ecco…”
Khaled si versa un bicchiere di Coca e lo svuota d’un sorso, sotto lo sguardo di disappunto della madre. Poi sopprime l’inevitabile rutto in bocca, per rispetto.
“Poi hanno tirato fuori ancora quella storia delle vaccinazioni, sai. La preside ha detto che il problema è risolto, ma diversi genitori si sono lamentati di come sono andate le cose…”
La mamma di Khaled continua a piegare i vestiti e ad impilarli su una sedia. La probabilità che poi restino lì per una settimana è molto alta. D’altronde in questo periodo ha altro per la testa.
“…e nessuno mi ha chiesto come sta Fatima. Nessuno! Per quello che gliene importa potrebbe essere anche morta!”, continua, senza nemmeno controllare che Khaled la stia ascoltando. Potrebbe anche darsi di no.
“Vorrei che succedesse ai loro figli… Allah mi perdoni per quello che ho detto…! Io non lo so… I genitori italiani dicono che nelle classi si rischiano di prendere strane malattie… dicono che i loro figli restano indietro nello studio… Qualcuno lo dice… non tutti… La maggior parte. Io non capisco perché ci odiano…”
E a questo punto, finalmente, come tutte le sante volte, Khaled esplode.
“Vi odiano perché siete diversi! A me non mi odia nessuno! Io fumo, bestemmio, sono il numero uno con lo skate e infatti nessuno mi odia!”
Khaled prende fiato e riparte.
“A parte il colore della pelle non c’è alcuna differenza fra me e i miei compagni… frequentiamo gli stessi posti, abbiamo gli stessi interessi… Invece voi vi isolate! Siete sempre lì a nominare Allah e a pregare e a digiunare e questo è peccato e quest’altro non si può fare. So anch’io che gli italiani vi odiano! Perché non vi svegliate fuori? Il mondo cambia e voi siete uguali da secoli! Sai cosa c’è? Vi odio anch’io, mamma! Vi odio anch’io!”
La voce è diventata improvvisamente acuta, cantilenante, quasi infantile, a dispetto delle parole terribili.
“Non è come pensi tu. Loro ci odiano per quello che siamo, non per quello che facciamo. Non lo sa nessuno se io prego o digiuno, non dico niente a nessuno eppure mi guardano lo stesso come se avessi una cintura di tritolo sotto la gonna”
“Ma ci credo! Ma ti vedi? Non porti il chador, ma si vede benissimo che lo faresti se te lo chiedessero!”
Massoud Abdoul Kafir…”
“Non cominciare anche tu come papà, ok?! Tu intanto al centro islamico non ci puoi andare, quindi di quello che dice Massoud non ne sai niente… Sai solo quello che ti riferisce papà! E poi è proprio questo che odiano, porco z… la vostra moschea… il vostro centro islamico!”
Khaled si volta, fa per uscire, poi torna sui suoi passi per sferrare il colpo di grazia.
“…e comunque sappi che la mia fidanzata è italiana! I TA LIA NA… tanto per dire quanto mi odiano!”
La signora Moussa assorbe dignitosamente il colpo, poi cambia argomento, torna sui suoi passi, all’origine.
“Dovresti andare a trovarla più spesso, Fatima. Rimanere un po’ di più… adesso che sta meglio. Si annoia in ospedale, non sa come passare il tempo…”
scarica il pdf

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...