Alcide è perso nel traffico

Alcide è perso nel traffico un giovedì mattina, tre settimane dopo l’incidente di Maicol. Di fianco a lui, in attesa che lo stesso semaforo diventi verde, c’è Gaia, sempre alle prese con i suoi problemi di sovrappeso.
Tempo sprecato, quello passato la volante. Il corpo si sposta senza muoversi, senza bruciare calorie. Se potesse, Gaia andrebbe a lavorare in bicicletta. Peccato che con la statale di mezzo c’è sempre il rischio di farsi tirare sotto. Fare del movimento però le darebbe una grossa mano. Alcide mica la conosce, ma si è accorto di lei avendo l’abitudine di buttare occhiate a destra e a sinistra, quando guida, soprattutto quando è in coda in autostrada o al semaforo. Ha fatto le conoscenze più interessanti in occasioni tipo queste. Spesso perciò tira giù il finestrino e fa segni all’automobilista di fianco di fare altrettanto.
“Scusi signorina, le va di scendere a prendere un caffè, intanto che aspettiamo che diventa verde?”
“Volentieri!”, dice Gaia, sorpresa, ma subito spiritosa.
“Lasci in folle l’auto… al massimo gliela spingono quelli dietro, se ci mettiamo un po’ troppo!”, insiste Alcide adesso che si è accorto di poter guardare nella scollatura di Gaia ogni volta che lei si piega di fianco per sentire quello che lui ha da dirgli.
Tutta la città sembra essere riassunta in quell’incrocio. Molti ascoltano la radio, qualcuno ha messo su un CD, altri sono già al telefono. Per loro la giornata è già cominciata da un pezzo. Si muovono tutti insieme o stanno fermi tutti insieme. Pensano persino all’unisono. Qualunque cosa dica la radio, molti reagiranno con la stessa stizza, se si parla dei politici, con la stessa gioia se si parla di sport, di vacanze o di viaggi.
L’avvocato De Regibus se ne sta fermo una decina di auto più indietro di Gaia, ma la raggiungerà fra un po’, essendosi spostato nella corsia di destra, a scorrimento leggermente più veloce. I due hanno un appuntamento nel suo ufficio, tra venti minuti. Lui crede di essere estremamente in ritardo. Se sapesse che anche lei è persa nel traffico, anzi è proprio nella sua stessa coda, prenderebbe la cosa con più calma. La sua corsia, infatti, obbliga alla svolta a destra e lui dovrà alla fine tagliare la strada a qualcuno, per poter voltare a sinistra. È proprio quello che fa, arrivato finalmente all’incrocio, rischiando di essere centrato da una vela pubblicitaria della John Deer che evidentemente non si aspettava quel cambio improvviso di direzione.
Benny è ancora in giro con il suo vecchio Nissan, ma si annoia parecchio, oggi. Come al solito è arrivato passando da Sant’Eufemia, ma questa mattina non ha incrociato nemmeno una prostituta. Sono sempre motivo di gioia, le ragazze al bordo della strada. Con quelle gonne che non coprono quasi nemmeno il pube, con quelle gambe, con quelle scollature profonde, non le vede come facili prede, ma come un meritato regalo che potrebbe un giorno concedersi. Sono lì a tutte le ore del giorno e della notte, ma oggi non se n’è vista una ed ormai ha oltrepassato via XY per cui non ha più nessuna speranza di incontrarle: la città è assolutamente off limits per le zoccole. Da adesso in poi, fino all’aperitivo delle 12, non avrà praticamente nessuna altra soddisfazione e quel Nissan del cazzo non ha nemmeno la radio.
Alcide sta percorrendo la stessa strada di Benny, ma in senso opposto. Lui esce dalla città verso sud per arrivare nella zona industriale chiamata Lingua d’Oro. Anche lui non disdegna le ragazze al bordo della strada ed anche lui si stupisce della loro assenza: che sia successo qualcosa? Un omicidio nella notte? O soltanto una nuova ordinanza comunale emessa da quel prete del sindaco?
In realtà le ragazze sono tutte a casa, dopo una nottata di baldoria con i tifosi del Manchester United, arrivati il giorno prima per la finale di Coppa UEFA che si giocherà questa sera.
I tifosi sono arrivati apposta un giorno prima, hanno fatto il giro delle periferie della città, raccogliendo tutte le battone in circolazione, per poi organizzare una gigantesca orgia nella palestra della scuola messa a loro disposizione dal comune. Le forze dell’ordine, schierate attorno alla palestra per evitare disordini, si sono accorti dal via vai e dai rumori che si stava consumando del sesso sfrenato, all’interno dell’edificio, ma hanno deciso di chiudere un occhio, di lasciar fare, nella speranza che il calo del testosterone nel sangue calmasse gli Hooligans il giorno dopo, allo stadio.
Almeno questo è quello che pensa Alcide per giustificare quella assenza inopportuna, al momento dell’arrivo in azienda. Lì una sorpresa lo aspetta: hanno istallato un gazebo di fortuna all’ingresso e tre o quattro persone stanno distribuendo volantini a chi entra.
“Cosa state facendo?”, chiede Alcide alla donna che solo all’ultimo momento ha riconosciuto nella Giusi.
“Picchettiamo contro la chiusura, Alcide. Cosa credevi, che ti avremmo lasciato fare i tuoi porci comodi?”, risponde la Giusi con la solita grinta.
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One thought on “Alcide è perso nel traffico

  1. Le ragazze di vita sono tutte al funerale di Ambra, oggi, una collega morta in seguito alle complicazioni dei traumi interni subiti durante un aggressione da parte di due ragazzi italiani e di un tunisino avvenuta tre settimane prima. Vista la dinamica dei fatti, vista l’estrazione sociale della vittima, visto che Ambra non aveva nemmeno sporto denuncia, la polizia non ha fatto indagini e dopo l’autopsia ha archiviato il decesso come morte per complicazioni a seguito di caduta. Le ragazze invece sanno come si sono svolti i fatti e sanno che rischiano di fare la stessa fine loro stesse, ogni notte. Quel corteo che segue il feretro, quel funerale di una prostituta è l’ultimo addio ad una compagna di sventura ma è anche una silenziosa, assordante manifestazione di protesta.

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