A notte fonda

A notte fonda Alcide sta ancora seduto al tavolo dello studio, una montagna di carte davanti, un braccio puntellato alla scrivania a reggere la testa, l’altra mano a stringere una matita da muratore, trovata per caso in un cassetto, nella vana speranza di distinguere le cose importanti da sottolineare dal resto. Marja non è ancora tornata. È uscita nel tardo pomeriggio per andare a letto con quel tipo, con l’handicappato. Alcide non l’ha nemmeno salutata, quando è uscita. Era già nel suo studio, alle prese con la pila di carte processuali che gli ha lasciato l’avvocato. Si era chiuso dentro per evitare di sentire la moglie sbattere di continuo contro tutti gli angoli della casa, alla ricerca della borsetta e di chissà quale scusa per ritardare l’uscita. Adesso nell’appartamento c’è un silenzio perfetto. Il piccolo è al piano di sopra che gioca con la nonna o più probabilmente a quest’ora dorme, dormono entrambi, Alcide non sa, non si interessa nemmeno, l’importante è che non rompa le palle, né lui né la nonna, sua madre, chiamata apposta per fare da babysitter. Alcide non si è mai affezionato molto al figlio, non ne ha avuto quasi l’occasione, fuori per lavoro tutto il giorno, a casa sempre tardi, con il piccolo già a letto. Non capisce nemmeno tutti questi papà che vanno in visibilio e si commuovo per pannolini sporchi di merda e scarabocchi colorati a caso ed altre fesserie del genere. Fin che ha potuto, ha considerato il figlio come l’erede del suo impero, ma adesso, che non ha più nulla da lasciare, non trova una nuova maniera per interpretare quel bambino piagnucoloso e timido.
“Per pericolo si intende: la proprietà intrinseca di una entità (sostanza fisica, attività chimica, macchinazione) di provocare un danno…”
L’avvocato De Regolis gli ha fornito un pacco di fogli per fare formazione, il toccasana del nostro tempo e Alcide, per la prima volta da anni, si è messo a studiare.
“Il datore di lavoro deve: individuare i rischi, adottare le misure di tutela tecniche, organizzative e procedurali e deve avere un responsabile servizio prevenzione e protezione…”
Questa è una cosa che può fare Mantovani, poi servono un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, un medico, due addetti alle emergenze antincendio e pronto soccorso.
Risuonano ancora le parole dell’avvocato De Regibus:
“L’art. 589 si applica in caso di morte del lavoratore per infortunio quando è riconosciuta l’omissione di misure di prevenzione che hanno determinato l’evento. La pena è la reclusione da 1 a 5 anni.”
Ma così si diventa tutti come ministeri. Questi non hanno idea di come tenerla in piedi un’azienda!”
La 626, come insiste a chiamarla, non gli entra in testa, ha mille altri pensieri, è stanco, sbadiglia e non capisce perché deve prepararsi per presentarsi a processo. L’udienza sarà un interrogatorio o un’interrogazione? Alla fine gli daranno un voto in termini di anni di carcere? ma in fin dei conti, che gli importa di finire dentro. Lì almeno la ‘ndrangheta non potrà fargli alcun male, dovrà in qualche modo smettere di ricattarlo. O forse proprio i n carcere il potere della mafia risulta cento volte moltiplicato, senza nemmeno la possibilità di fuggire. La soluzione è all’estero, Alcide lo sa, ne è sempre più convinto.
Alcide sbuffa, si lamenta, bestemmia, come se ci fosse qualcuno ad ascoltarlo, come se qualcuno potesse dargli ragione (solidarizzare con lui).
E intanto un pensiero lo tormenta, quello di sua moglie a letto con uno sconosciuto. È stato lui a volerlo, è stato lui a convincerla, ma adesso la cosa gli risulta insopportabile. Ma non è l’umiliazione che lei sta subendo, non sono i pericoli legati alla salute, alla sicurezza a cui Marja si sta esponendo, a rodergli l’anima è il sospetto che a lei la cosa possa piacere, che possa essere attratta dall’uomo che si trova di fronte, o che addirittura possa piacerle la situazione stessa, il sesso a pagamento, con uno sconosciuto. D’altronde la sua origine rumena non è certo un antidoto a questi pericoli!
Mentiva a sua moglie quando parlava di un ritorno in Romania. Lei ed il moccioso anche sì, ma lui non ci pensa nemmeno ad accompagnarli. Poi adesso, dopo quello che lei ha fatto, non ha nessuna intenzione di tenersi una puttana del genere come moglie.
E già la natura meschina di Alcide ha preso il sopravvento e adesso la sua principale preoccupazione è quella di vendicarsi nei confronti della moglie fedifraga.
Ma senza una vera vita sociale, Alcide non ha grosse alternative per distrarsi e farla pagare a sua moglie e chiaramente non può andare a puttane, col rischio di vederla sulla strada. Il suo mondo è l’azienda e lì c’è anche il suo terreno di caccia.
Alcide le prende tutte in considerazione, sulla base di preferenze di età, tette e culo e presunta disponibilità, ed alla fine decide di inviare un messaggio collettivo, come un foglietto in una bottiglia gettato in mare da un’isola deserta.
RAGAZZE MI MANCATE!
La risposta tarda qualche minuto ad arrivare e l’attesa è sufficiente a togliere ogni speranza ad Alcide.
CIAO ASINO L’HAI SPEDITO A TUTTE VERO?
L’unica preda possibile per Alcide rimane la Giusy.
GIUSI MI MANCHI
Aggiusta il tiro Alcide, in fin dei conti contento che sia stata lei la prima e probabilmente l’unica a rispondere
TI CAPISCO MI MANCHEREI ANCH’IO
Passa qualche minuto. Poi Alcide riprende in mano il telefono e verga questo capolavoro di fascino e seduzione.
ALURA CHE FOM?
Passa un altro minuto ed il display del cellulare di Alcide torna ad illuminarsi.
VIENI ASINO
E allora c’è ancora speranza per Alcide. Una Nuova Forex può sempre riaprire, con dipendenti nuovi, gente sveglia, finalmente, non come quegli imbecilli che hanno sempre remato conteo. Può tenere qualcuno, quelli che gli sono sempre stati fedeli, la Giusi, naturalmente e Maicol, quando riuscirà a risvegliarsi, ma senza Antonini e gli altri commerciali da due soldi, senza quel fesso di Mantovani. Ci sarà qualcun altro disposto a sostenere finanziariamente l’azienda. E poi, mentre guida a tutta velocità verso casa di Giusi in una città eccezionalmente deserta Alcide ne è sicuro, riuscirà ancora una volta a convincere Carmine a intercedere presso Scutellaro per prolungare i termini del prestito. Il pestaggio è stato un avvertimento soprattutto per gli altri, anzi lui che l’ha subito è sicuramente il meno colpevole. Lui in qualche modo, prendendo su di sé l’umiliazione ed il dolore delle botte, ha saldato almeno una parte del suo debito. Da gli altri prenderanno i soldi, gli altri atterriti dalla scena, ma che sono tornati a casa sulle loro gambe. E se dovesse servire, sarebbe disposto a rifarla, quella scena, con un altro pubblico, altri cattivi pagatori. Potrebbe mettersi d’accordo con Carmine, lui ha il fisico per resistere, si sente ancora un bel bestione Alcide, potrebbe persino fargli bene, tenerlo in forma. Ogni due settimane, il tempo per riprendersi, una replica del pestaggio. Carmine e l’altro scimmione potrebbero a questo punto alleggerire i colpi. Fra un lampione accesso e l’altro, Alcide sente sempre più che tutto questo può avverarsi, sente che un nuovo futuro luminoso lo aspetta o almeno che per una notte può dimenticare i suoi dispiaceri e le sue preoccupazioni. Per una notte d’amore ancora.

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