Trivandrum, 10.1.2015

Di nuovo fermi! Stavolta sono proprio io a non potermi alzare dal letto. La tosse è forte e secca e minaccia bronchite. Per fortuna l’homestay è molto accogliente, adagiato ai margini della foresta, con un balcone ben ventilato dove posso passare qualche ora senza temere di aggravare la situazione. Abbiamo di nuovo modificato i nostri piani e deciso di passare qui altre due notti, per rimetterci in sesto e visitare comunque la città. Il Tamil Nadu deve attendere.
Facciamo colazione con altri turisti europei: due uomini francesi con un programma stabilito nei minimi dettagli, una ragazza olandese destinata ad un ashram, ai massaggi ayurvedici, alla meditazione ed alla reincarnazione ed una coppia di anziani tedeschi come noi alla ricerca di nuove esperienze, con gli stessi dubbi logistici e le stesse paure delle malattie endemiche.
Il padrone di casa Jiles assomiglia a sua volta agli host incontrati fino ad ora: cattolici, acculturati, con modi di fare occidentali. Forse la moda di ospitare gente in casa appoggiandosi a siti come AirB&B o Tripadvisor è diffusa solo fra i cattolici, in India, o forse più semplicemente soltanto gli occidentali possono permettersi le tariffe che applicano strutture come questa.
Purtroppo, qui non c’è posto per le prossime due notti, ci avverte Jiles dopo nostra richiesta, per cui Franci deve uscire alla ricerca di un alloggio. Lo trova a cento metri di distanza dal nostro appartamento, in un centro ayurvedico. Se fossimo in Italia penserei ad un bordello mascherato da centro massaggi e comunque si tratta del giusto contrapasso dopo aver preso in giro l’olandese e la sua ricerca di spiritualità. Prendiamo la stanza, pronti ad entrare in contatto con l’India new age che più mi lascia perplesso. Magari proprio loro sapranno guarirmi.
Considerando i programmi degli altri ospiti, ho l’impressione che ci siano vari modi di visitare questo paese grande come l’Europa ed altrettanto sfaccettato. Un modo estremo consiste di sicuro nello spostarsi da un luogo riparato all’altro: hotel di lusso o B&B cattolici, centri ayurvedici o hashram o parchi naturali, prenotati comodamente con internet da casa, magari facendo gli spostamenti con mezzi privati, taxi, houseboat, ecc., senza mai entrare in contatto con la popolazione locale “selvaggia”. All’estremo opposto ci sono gli spostamenti con i mezzi pubblici e la ricerca in loco dei posti dove dormire, facendosi consigliare a caso da una delle tantissime guide locali che assalgono chiunque arrivi in bus ed abbia uno zaino sulle spalle per suggerire alloggi ed alberghi. Noi abbiamo fatto una scelta intermedia che, come prima esperienza, mi sembra opportuna: alloggi confortevoli e trasferimenti avventura. Per adesso ci ha permesso di osservare uno spaccato realistico della società indiana e speriamo continui così. Sempre se riusciamo a ripartire!

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