Kiss Of Love – Kabeer

Kabeer di là del passaggio a livello si accorge che qualcosa sta succedendo sulla spiaggia, ma non ha modo di verificare finché finalmente non si sollevano le sbarre. Quando arriva sul lungo mare è tutto finito: dei manifestanti, delle camionette della polizia e soprattutto dei suoi due turisti occidentali non c’è più traccia.
In tanti anni di lavoro gliene sono capitate tante: si è perso nella periferia della città, i clienti sono scappati senza pagare, ha cambiato le gomme e riparato il motore sotto la pioggia, ma non gli è mai capitato di restare con gli zaini e perdersi i turisti.
“Adesso che faccio? Dove saranno finiti quei due? Lo sapevo che dovevo farmi dare il numero di cellulare… Magari lo trovo in uno degli zaini. Sì, ma se mi beccano che rovisto nella roba di due turisti mi tagliano le mani…”
Kabeer ha il vizio di parlare da solo quando è sotto stress, gesticolando un poco e facendo strane smorfie con la bocca. Percorre lentamente il viale deserto, nella speranza di rivedere i due ragazzi che magari hanno deciso di fare una passeggiata e non si sono resi conto di essersi allontanati un po’ troppo.
“Se mi ferma la polizia adesso come faccio a spiegargli che ho due zaini, ma non ho due turisti? Penseranno che li ho rubati. Farei meglio a buttarli dietro qualche cespuglio…”
Nel frattempo, Kabeer ha già incrociato un paio di potenziali clienti, gente del posto che gli ha fatto cenno per chiedere un trasporto, ma in entrambi i casi ha tirato dritto.
“Anche perché finché ho questi bagagli non posso far salire nessuno sul tuk-tuk. Se non me ne sbarazzo ho buttato il pomeriggio. E poi che faccio, me li porto a casa? Peggio ancora. Quello che non mi fa la polizia me lo fa mia moglie.”
La stazione degli autobus è lontana, casa sua ancora di più.
“Cosa mi è venuto in mente di farli scendere! Se ne stavano lì a cuocere sotto il sole fino all’arrivo del treno e poi ripartivamo tutti insieme. Niente imprevisti, niente stress. Io invece no! Sempre ad inventarmi delle trovate. Per far contento il cliente! Chissà in che guaio si sono cacciati questi! Vengono dall’Europa e pensano che tutto il mondo sia l’occidente. Qui bisogna stare più attenti, dannazione!”
Non sapendo dove andare, Kabeer se ne torna più o meno al punto in cui i due avrebbero dovuto trovarsi, a ridosso della spiaggia, nella speranza che stavolta siano lì ad aspettarlo come pattuito. Trova soltanto un collega seduto all’ombra del grande albero, in attesa di clienti.
“Amico! Hai per caso visto due turisti bianchi? Lui con un cappello da baseball e lei con gli occhiali da sole?”
“Non ho visto nessuno da quando sono qui. E poi tutti quelli che c’erano se li è portati via la polizia.”
“La polizia?”
“C’era la manifestazione, no? Quelli che si baciano in pubblico…”
“I KOL, certo! È vero! E cos’è successo?”
“Gli agenti hanno caricato tutti sulle camionette. Per evitare scontri con quelli del Bharatiya Janata Yuva Morcha. Sai, dopo quello che è successo a Kochi, nessuno qui voleva correre rischi…”
“Dannazione! E sono stato proprio io a suggerire di fare un giro in spiaggia! Non me lo ricordavo che c’era la manifestazione! L’avevo pure visto su facebook!”
“Se li sarà portati via la polizia anche i tuoi due turisti! Chissà quelli cosa pensavano quando hanno visto tutta quella gente baciarsi! Saranno ancora in commissariato, puoi andare a prenderteli là, secondo me. Gli fai pure un favore!”
“Buona idea, sai…”
Kabeer riparte, ma non in direzione del commissariato. Questa cosa dei Kiss of Love l’ha un po’ confuso. Strano che se ne sia dimenticato, perché ad un certo punto aveva persino pensato di partecipare. Certo che quando hanno visto degli occidentali gli avranno chiesto di unirsi alla protesta. Naturale. Avrebbe fatto la stessa cosa anche lui. E forse a quei due deve ancora capitare l’occasione giusta per dare un contributo alla causa. Soprattutto se lui ci mette lo zampino.
“Mi sbarazzo degli zaini e do una mano ai KOL in un colpo solo. Bravo Kabeer, un’ottima pensata! E se mi capita di ritrovarli in giornata, tanto meglio. Ma mi sa che la notte quei due se la passano in gattabuia. Spero per loro di sbagliarmi…”

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