Al lupo! Al lupo! – il Gioco del Silenzio

Duecentomila anni fa, in una zona ai margini orientali della Schwarzwald, un cucciolo di lupo appena svezzato, l’ultimo arrivato in un branco di bestie fiere e selvagge, assisteva curioso ed un po’ spaventato al primo ingresso dell’uomo nel bosco. Si trattava di un paio di esemplari, ma facilmente si poteva intuire che rappresentavano solo un’avanguardia.

Il lupetto diede immediatamente l’allarme, ma tutti lo schernirono, trovando l’uomo un animale inerme, nudo, pauroso, facile preda.

I Neanderthal cominciarono però subito a tagliare le piante ed a coltivare la terra, allevare animali e costruire utensili.

Anche al secondo allarme del cucciolo, tutti gli altri lupi si disinteressarono. Qualche membro del branco, nel frattempo, era stato catturato e adesso faceva la guardia ad un gregge di pecore, qualche altro era legato all’ingresso di una capanna, a difesa da possibili attacchi degli orsi.

La storia al contrario del pastorello e del lupo continuava a ripetersi: così come ogni volta le grida del pastorello, ascoltate da tutti, si rivelavano false, così il giovane animale veniva zittito ed accusato di inutile allarmismo dal resto del branco ad ogni suo nuovo tentativo di arginare l’avanzata degli esseri umani.

Non riusciva a capire il disinteresse dei suoi simili: evidentemente erano sicuri della loro forza, si sentivano invincibili, eppure tutti i giorni mancava qualche elemento all’appello, impegnato a tirare una slitta, fare la guardia ad una casa, recuperare la selvaggina cacciata, salvare natanti in difficoltà, guidare ciechi, annusare valigie in aeroporto.

Oramai l’uomo era lupo per gli altri uomini e il lupo era diventato soltanto il cane che gli obbediva.

Il branco infatti era stato decimato: agli irriducibili veniva data la caccia, rei di costituire un pericolo per la società e quando qualcuno veniva catturato, nella migliore delle ipotesi finiva in gabbia. Se si abbatterà col fuoco la foresta, i lupi saranno definitivamente sconfitti, pensavano le donne del quartiere. Solo allora i bambini potranno giocare sicuri nei parchi. La tribù si era allargata a dismisura, la metropoli era ovunque, sfuggirne risultava sempre più difficile. Il giovane lupo, diventato ormai adulto, e la sua compagna difendevano un territorio sempre più stretto, sempre più freddo. Nelle notti di plenilunio, lui continuava ad ululare il suo all’uomo! all’uomo! alla luna.

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