Tasti neri

pianoCome si entra, subito si incontra un pianoforte a coda che ha perso tutti i denti, bianchi o cariati che fossero, e li guarda per terra radunati a mucchietti. Qualche corda è saltata e pende mezza fuori dalla cassa armonica, come a voler metter radici.
“Rimpiango il tempo in cui i pronomi nuotavano nudi! Allora viaggiavano liberi nel periodo e nessuno poteva dire io, perché Io in quel momento probabilmente era altrove.”
Chi parla è la più strana donna che abbia mai visto. Parlando, inciampa in un accordo di tonica lasciato in giro dal pianoforte sdentato, ritrova l’equilibrio dimenticato giorni prima dallo stesso pianoforte smemorato e glielo restituisce in cambio della promessa che si lasci mettere il guinzaglio la prossima passeggiata. Il pianoforte a coda scodinzola soddisfatto del ritrovamento e della passeggiata.

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