“Massoud… aspetta…”

Massoud… aspetta… min fadlak”, urla Habib in arabo, appena scorge la sagoma dell’amico in fondo al corridoio del centro culturale. “Salam aleikum Massoud…”, ricomincia, una volta raggiuntolo.
Aleikum assalam, Habib. Come sta tua moglie?
Kuways, shukran!”, bene, grazie!
E tua figlia?”, prosegue nei salamelecchi Massoud.
Migliora inshaallah… leggi tutto

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