Solo quando si è in un ospedale

Solo quando si è in un ospedale ci si rende conto di quante cose si possono rompere in un corpo umano. Quanti guasti, malfunzionamenti, anomalie. È incredibile anzi che tutto funzioni. Che il cuore pompi, che i polmoni respirino, che le ossa non si spacchino sotto il peso del busto, che i fasci di muscoli restino attaccati alle ossa. Ma non c’è solo la meccanica, c’è anche la chimica. Perché tutto fili liscio, le cellule devono riprodursi senza esagerare, le ghiandole devono secernere succhi e ormoni solo quando serve ed il cervello deve generare gli impulsi elettrici necessari. Scariche di elettroni da un ganglio all’altro che comandano il corpo e danno forma ai pensieri. I pensieri di Maicol, per esempio, si sono fatti da un po’ di tempo discontinui.
[Tosaerba. Spingo il tosaerba. Lo sguardo di mio padre. Attento!] [Io sto sotto lo sguardo attento spingendo. Al sole. Anni fa non lo sopportavo. Il sole. Lo sguardo. I consigli. I litigi. Ci mandavamo affanculo dopo pochi minuti.] leggi tutto

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