“Preferirei rimanere anonimo…”

“Preferirei rimanere anonimo…”
“Va bene. Come vuole che la chiami, nell’articolo?”, dice la giornalista sollevando appena la penna dal blocchetto di appunti e ruotando gli occhi verso l’anonimo interlocutore.
“La talpa? No, sembra un libro di Grisham. Meglio la civetta. Lo preferisco, come animale totemico: lo usano anche gli attivisti di Greenpeace per salvare l’Artico…”
“Vada per la civetta. Che cosa l’ha spinta qui?” L’ufficio della giornalista non è nella sede del giornale e neppure in uno dei tanti bar della città, come per qualcun altro della redazione. L’ufficio della giornalista è semplicemente il suo salotto. Elegante, disordinato, foderato di libri.
“La rabbia… e la paura. Perché la gente muore per cose di questo genere…”
“Quali cose?” Loredana Lollo non ama questo approccio. Non è la suspance la base del giornalismo d’inchiesta. La base del giornalismo sono i fatti, specie se coincidono con le sue opinioni…leggi tutto

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