“Dobbiamo parlare…”

“Dobbiamo parlare…”, dice Mantovani attirando Alcide nel suo ufficio, una via di mezzo fra uno sgabuzzino molto ordinato ed un ufficio postale in agosto ai tempi delle cartoline.
“Certo che dobbiamo parlare, Mantovani. Cosa cazzo ci fanno quei quattro là fuori? Perché gliel’hai permesso?”
“Io?! Io non ho dato alcun permesso… Cosa potevo farci? Sono fuori dalla nostra proprietà…”
“Nostra un cazzo! Questa è la mia azienda! Tu sei solo un socio di minoranza! Tu sei qui solo perché cinque anni fa mi servivano soldi, capito?! Qui decido tutto io, chiaro?!”
Alcide prende a calci uno scatolone fortunatamente vuoto. La punta della scarpa sfonda il cartone, provocando uno squarcio osceno che a Mantovani fa venire in mente un culo rotto. Il suo… leggi tutto

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